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27/06/2026 ore 19.52
Politica

Gioia Tauro, Alessio: «La mia Amministrazione ha operato al massimo delle proprie possibilità»

L'ex sindaco di Gioia Tauro controbatte alla ricostruzione sulle questioni finanziarie del Comune fatta dall'attuale primo cittadino Scarcella, «ha scelto la via più semplice: aumentare i tributi e scaricare la responsabilità delle criticità strutturali dell'Ente sul suo predecessore»

di Redazione

In merito all’articolo dal titolo “Il nuovo corso di Gioia Tauro, tra gli accertamenti contabili e l’eredità scomoda ricevuta da Scarcella”, riceviamo e pubblichiamo la replica di Aldo Alessio*, già sindaco di Gioia Tauro:

«Tra il 2007 e il 2013, la Piana di Gioia Tauro ha beneficiato di fondi comunitari pari a € 41.975.360,70 dedicati ai PISU (con Rosarno comune capofila, insieme a Gioia Tauro e San Ferdinando). Alla Città di Gioia Tauro la Regione Calabria trasferì nello specifico € 12.484.391,74 per la realizzazione di 8 opere pubbliche.

Il bilancio di quegli 8 appalti è drammatico: ben 5 di essi — pur formalmente conclusi — non sono mai stati collaudati o sono risultati non funzionanti. Tra questi spicca il Centro Polifunzionale del Waterfront, che avrebbe dovuto ospitare anche un teatro e che è rimasto allo stato embrionale, configurandosi come l'opera incompiuta per eccellenza.

A seguito dell'istruttoria e del carteggio attivato dalla Regione Calabria — culminato nella nota prot. 32471 del 21 maggio 2020 a firma dell'allora tecnico responsabile del IV Settore, arch. Francesco Mangione (successivamente tratto in arresto) — la Regione ha giudicato la documentazione insufficiente. Per questo motivo ha formalmente richiesto la restituzione di € 10.384.105,44 relativamente alle seguenti opere non collaudate o prive di funzionalità:

•⁠ ⁠Riqualificazione ambientale del torrente Budello;

•⁠ ⁠Realizzazione del centro polifunzionale a servizio della città del porto sul Waterfront;

•⁠ ⁠Centro polisportivo sinergico-integrato della città porto;

•⁠ ⁠Sviluppo Waterfront della città di Gioia Tauro (sistemazione del palazzetto dello sport con annessi parcheggi e viabilità);

•⁠ ⁠Sviluppo Waterfront della città di Gioia Tauro.

Nota bene: Il parcheggio interrato con piazza sopraelevata sul Waterfront è privo di collaudo e di attestazione di funzionalità. L’opera è stata realizzata in totale difformità rispetto al progetto approvato e con materiali scadenti: una vera e propria cattedrale nel deserto.

Di tutto questo dovrebbe rispondere l'Amministrazione Alessio? È fin troppo comodo cercare oggi dei capri espiatori, ma i nomi dei responsabili, i processi e i sequestri sono ben noti alla cittadinanza ed alla magistratura. Incolpare chi è venuto dopo è uno sport antico quanto la politica.

Nessuno sembra ricordare che tali progetti ed opere furono gestiti e portati avanti sotto l'Amministrazione Bellofiore, epoca in cui l'attuale Sindaca ricopriva il ruolo di responsabile tecnica dell'ufficio ragioneria. Inoltre, il marito di quest'ultima, l'architetto Franco Mangione, è oggi imputato nel processo Waterfront 2 in qualità di RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e Direttore dei Lavori degli appalti PISU contestati, dovendo rispondere di reati gravissimi quali associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d'ufficio e falso, con un danno stimato per l'Ente superiore a 10 milioni di euro.

In merito alle somme rimaste in sospeso sui pagamenti della fornitura idropotabile, l'attuale Sindaca opera una narrazione di comodo, ribaltando la realtà dei fatti. È fondamentale precisare che sussiste un contenzioso ancora aperto con la Regione Calabria, avviato proprio dalla mia Amministrazione e che l'attuale esecutivo non ha affatto abbandonato, avendolo anzi proseguito con il conferimento di nuovi incarichi legali.

C’è semmai da sollevare un interrogativo di natura squisitamente amministrativo-contabile: per quale motivo, tra il 2001 e il 2019, nessun Sindaco o responsabile finanziario si è occupato di questo vecchio debito? La mia Amministrazione lo aveva invece affrontato e rinegoziato, emettendo i relativi mandati di pagamento durante il terzo mandato Alessio. Qualcuno dovrebbe spiegare alla città perché quell'accordo transattivo non sia stato successivamente portato a compimento fino all'ultima lira. Anche i responsabili della Ragioneria succedutisi dal 2001 al 2019 — inclusa l’attuale Sindaca, che ha guidato i servizi finanziari sotto l'Amministrazione Bellofiore dal 2012 ai primi mesi del 2017 — hanno evidentemente trascurato il problema.

L'Amministrazione Alessio, subentrata alla gestione commissariale antimafia in data 10 giugno 2019, si è trovata ad operare in regime di dissesto finanziario. Sotto il profilo strettamente giuridico, tale debito pregresso non poteva in alcun modo essere inserito nel bilancio ordinario, né all'interno delle misure straordinarie di salvaguardia ex art. 268 del TUEL. Trattandosi di una passività avente causale antecedente alla dichiarazione di dissesto, la competenza esclusiva per la liquidazione e l'accertamento spettava per legge all’Organismo Straordinario di Liquidazione (OSL), e non al bilancio corrente dell'Ente. Parlare apoditticamente di "falso in bilancio" denota una profonda non conoscenza delle regole che disciplinano la contabilità degli enti locali in stato di dissesto.

Con ogni probabilità, l'attuale Sindaca ha affrontato la campagna elettorale senza una reale consapevolezza dello stato economico, amministrativo e gestionale in cui versava il Comune di Gioia Tauro, arrivando a promettere una drastica riduzione di tutti i tributi locali. Una volta scontratasi con la dura realtà dei fatti e con i vincoli di finanza pubblica, ha scelto la via più semplice: aumentare i tributi e scaricare la responsabilità delle criticità strutturali dell'Ente sul suo predecessore.

Il sottoscritto, al contrario, era perfettamente consapevole del contesto drammatico in cui si accingeva ad amministrare. Senza cercare capri espiatori, la mia Amministrazione ha operato al massimo delle proprie possibilità in una congiuntura storica senza precedenti: un Comune privo di dirigenti e di figure apicali a tempo indeterminato, una pianta organica svuotata dai pensionamenti e colpita dal blocco normativo delle assunzioni, l’ultimo rendiconto di bilancio approvato risalente addirittura al 2015, a cui si sono aggiunti due anni di paralisi da emergenza Covid-19 e, infine, le ripercussioni economiche del conflitto russo-ucraino con il conseguente shock inflazionistico sui prezzi delle materie prime e delle opere pubbliche».

*Ex Sindaco di Gioia Tauro