Gioiosa, troppe assenze in consiglio comunale: decade il consigliere di maggioranza Samuel Zenone
Il provvedimento passa con i voti del gruppo di governo. Contraria la minoranza che attacca: «Non si scarichi la responsabilità su un solo uomo»
Finisce anzitempo l’esperienza sui banchi del consiglio comunale di Gioiosa Jonica per Samuel Zenone. L'esponente di maggioranza, a cui erano state affidate deleghe all'interno della macchina amministrativa guidata dal sindaco Luca Ritorto, è stato dichiarato decaduto nel corso dell'ultima seduta del civico consesso. Alla base del provvedimento, un ruolino di marcia penalizzato dalle troppe assenze consecutive alle riunioni dell'assise, ben 21 consecutive, un numero superiore a quanto rigidamente previsto dal regolamento comunale vigente.
La discussione del punto all'ordine del giorno ha inevitabilmente acceso il dibattito politico in aula, spaccando nettamente il parlamentino locale. La maggioranza ha scelto la linea della fermezza, votando a favore della decadenza: un atto definito dai banchi del governo cittadino necessario per garantire il rispetto delle regole interne e la piena operatività dell'organo democratico.
Di tutt'altro avviso l'opposizione, che ha espresso voto contrario compatto al provvedimento di estromissione. Dai banchi della minoranza sono piovute critiche severe nei confronti dell'esecutivo, accusato di aver gestito la vicenda con eccessiva rigidità. Il capogruppo di Costruire Insieme Vincenzo Mazzaferro ha posto l’attenzione sulla responsabilità politica della maggioranza, evidenziando come l’assenza di un consigliere per 23 sedute, di cui 21 consecutive, rappresenti anche un problema di tenuta e di controllo interno dell’azione amministrativa.
Particolare riferimento è stato fatto anche alla delega alle Attività Produttive affidata a Zenone, ritenuta da Mazzaferro sostanzialmente inattiva per lungo tempo, con inevitabili ripercussioni su un settore strategico per il commercio, l’impresa e lo sviluppo della comunità.
«La responsabilità – ha dichiarato – non può essere scaricata oggi soltanto su un uomo. È anche una responsabilità politica di chi governava, di chi sedeva accanto a lui e di chi aveva il dovere di verificare, confrontarsi e dare risposte alla città».