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14/05/2026 ore 19.00
Politica

Giovanni Sarica e la sfida del quorum a Platì: «Un futuro migliore è possibile»

VIDEO - Il candidato sindaco dell’unica lista in corsa rilancia il futuro del paese guardando ai giovani, al lavoro e voglia di cambiare narrazione: «Votate per evitare un nuovo commissariamento»

di Silvio Cacciatore

Platì riparte da una sfida diversa da molte altre. Nessun confronto diretto tra candidati, nessuna battaglia a più liste, nessuna campagna elettorale tradizionale nonostante si fossero presentate tre compagini al via, due delle quali ricusate.

Stavolta il vero avversario si chiama quorum. E per il sindaco facente funzioni uscente Giovanni Sarica, che cerca l'elezione diretta come primo cittadino con la lista “Platì insieme verso il futuro”, il passaggio decisivo sarà convincere i platiesi a tornare alle urne per evitare un nuovo commissariamento.

Negli studi de ilReggino.it, per lo speciale elezioni amministrative di “A tu per tu”, Sarica racconta una campagna elettorale che si gioca soprattutto sul rapporto con la comunità e sulla volontà di dare continuità amministrativa a un percorso iniziato negli ultimi mesi da sindaco facente funzioni.

«È una sfida particolare», ammette subito. «Platì viene da anni di commissariamento e l’ultima gestione è stata quella che ha permesso di concludere i cinque anni amministrativi. Adesso la responsabilità passa ai cittadini di Platì, che devono recarsi alle urne e superare la soglia del 40 per cento».

Il voto, in questa tornata, assume per Sarica un significato che va oltre la semplice scelta amministrativa. «I cittadini devono scegliere tra un candidato sindaco e il commissariamento - sottolinea -. Per sfatare il mito del commissariamento bisogna recarsi alle urne».

Ad emergere nel racconto è anche il bilancio degli ultimi mesi amministrativi vissuti alla guida del Comune dopo la decadenza del precedente sindaco. Sarica rivendica alcuni interventi concreti sul territorio, dal decoro urbano alla pubblica illuminazione.

«Abbiamo cambiato tutte le lampadine della città e iniziato un percorso che, anche in sintonia con il Governo e con la Regione Calabria, ci porterà verso un futuro prosperoso».

Al centro della visione amministrativa c’è soprattutto il tema dei giovani. Un elemento che per Platì rappresenta quasi un tratto identitario. «Platì è la città più giovane d’Italia», ricorda.

E proprio da qui nasce l’idea di costruire nuove opportunità lavorative e progettuali. «Abbiamo già intavolato idee di startup e di lavoro per investire sui giovani».

Sarica insiste anche sulla composizione della sua squadra, fatta di candidati giovani e neolaureati. «Bisogna fare un plauso a questi ragazzi volenterosi che si sono messi in campo. Potranno dare una mano importante per le idee e per lo sviluppo futuro di Platì».

L’intervista affronta inevitabilmente anche il tema della reputazione del paese, spesso associato a narrazioni legate esclusivamente alla criminalità organizzata. Un’immagine che Sarica contesta apertamente.

«Platì non è una città di soli ’ndranghetisti», afferma. «La ’ndrangheta è presente qui come in altri territori. Quello che vogliamo fare uscire è la Platì reale, la Platì che si alza la mattina con sacrificio e sudore per andare a lavorare».

E allora il racconto cambia prospettiva. Sarica parla delle attività produttive del territorio, dei panificatori conosciuti in tutta l’area metropolitana e delle aziende agricole che lavorano nel settore dei piccoli frutti.

«Le aziende di lamponi e mirtilli sono consorziate con alcune delle più importanti realtà italiane e internazionali».

Sarica racconta la visione di una Platì che guarda oltre le difficoltà storiche e le etichette sedimentate negli anni. Immagina «una Platì diversa», con maggiore decoro urbano e soprattutto con giovani che possano restare sul territorio senza essere costretti a partire.

«Dobbiamo dare opportunità ai ragazzi di costruire il proprio futuro qui, con le loro famiglie», dice. «L’obiettivo è lavorare per una Platì migliore».

Tra i temi affrontati anche quello delle infrastrutture e del collegamento Bovalino-Bagnara, considerato strategico per il futuro dell’area interna aspromontana. Sarica interviene con toni critici sui recenti annunci politici relativi ai fondi stanziati.

«Quei 12 milioni di euro non bastano», sostiene. «Si tratta soltanto di una messa in sicurezza della strada esistente. Per sistemare davvero il tratto montano servono circa 33 milioni di euro. Con questi fondi si faranno pochi interventi tampone».

Poi l’appello conclusivo ai cittadini, diretto e personale. «Alcuni cittadini mi hanno chiesto di non lasciarli e di ricandidarmi. Nonostante un periodo particolare legato anche a problemi di salute, non mi sono voltato dall’altra parte».

E ancora: «Essendo l’unica lista, il voto è fondamentale per raggiungere il quorum e scongiurare il commissariamento. Tocca ai cittadini. Speriamo bene».