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07/05/2026 ore 12.17
Politica

Giusi Princi porta a Bruxelles il tema della maternità negli studi: una sfida europea per garantire diritti, continuità formativa e parità reale

Interrogazione alla Commissione UE sostenuta da quasi 50 eurodeputati per colmare il divario tra gravidanza e percorsi universitari

di Redazione

«Diventare madre non dovrebbe mai significare mettere in pausa i propri studi». Non basta parlare di accesso all’istruzione: dobbiamo garantire continuità, accompagnamento e successo formativo. Troppo spesso la maternità diventa una frattura nei percorsi accademici. Per questo, ho sottoposto un’interrogazione scritta alla Commissione europea: è necessario rendere la maternità compatibile con la crescita personale e professionale». Ad annunciarlo l’eurodeputata calabrese Giusi Princi, membro delle Commissioni per i Diritti delle Donne, l’Istruzione e gli Affari Sociali del Parlamento europeo, che ha presentato un’interrogazione sostenuta da un ampio numero di europarlamentari, quasi 50, appartenenti a ogni parte politica e provenienti da numerosi Stati membri. Tra gli eurodeputati che sostengono l’iniziativa, anche le Vicepresidenti Pina Picierno, Antonella Sberna ed Ewa Kopacz e gli europarlamentari calabresi Denis Nesci e Pasquale Tridico.

L’interrogazione pone al centro una criticità ancora poco affrontata a livello europeo: la difficoltà, per molte donne, di completare gli studi universitari durante la gravidanza e nei primi anni di vita dei figli. Una condizione che continua ad amplificare il divario occupazionale tra donne e uomini e limita l’accesso a professioni qualificate. Nonostante alcune buone pratiche già avviate in diversi Stati membri – come i servizi per l’infanzia in Finlandia o le misure di flessibilità e i sostegni mirati in Belgio – manca ancora una visione europea organica capace di superare la frammentazione attuale. L’interrogazione chiede, dunque, alla Commissione europea: la disponibilità di dati chiari e comparabili a livello UE su quante studentesse diventano madri e su cosa accade ai loro percorsi di studio e lavoro; un impegno concreto dell’Europa per fare di più, attraverso politiche comuni, linee guida e strumenti di supporto per accompagnare queste donne nella costruzione della loro carriera.

«L’Europa investe molto in istruzione e ricerca. Ora però deve compiere un passo in più: integrare in modo strutturale la dimensione della genitorialità nelle politiche educative. È una questione di equità, ma anche di competitività del nostro sistema», prosegue l’On Princi.

«Sono davvero orgogliosa - aggiunge - che la mia interrogazione sia stata trasversalmente sostenuta da tutti i gruppi politici: i diritti delle donne e la parità di genere non hanno colore e ideologia. Ci troviamo di fronte a una responsabilità comune. Difendere il diritto allo studio delle donne, anche quando diventano madri, significa costruire una società più equa, moderna e competitiva. Un’Europa che sostiene le madri è un’Europa più giusta e più forte», conclude l’eurodeputata.