Guerra in Iran, Michele Conia: «Si torni immediatamente alla pace e al rispetto del diritto internazionale»
Per il consigliere metropolitano delegato a pagare il prezzo più alto sono sempre donne, anziani e bambini: «Come in Palestina assistiamo ad una spirale di violenza inaudita e inaccettabile. Abbiamo il dovere politico e morale di alzare la voce per far tacere le armi»
Il Consigliere metropolitano delegato alle Politiche dell'immigrazione, dell'accoglienza e della pace, Michele Conia, esprime «profonda e sincera preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente con l’ulteriore aggravarsi della guerra che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran».
«Assistiamo a uno scenario internazionale sempre più drammatico e pericoloso – dichiara, in una nota stampa, Conia – che si aggiunge a quanto già stava accadendo nei confronti del popolo palestinese e si somma agli altri conflitti ancora aperti nel mondo. Una spirale di violenza che rischia di allargarsi ulteriormente, con conseguenze imprevedibili e devastanti».
L'esponente della maggioranza a Palazzo Alvaro sottolinea come, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto siano i civili: «Sono le donne, gli anziani, ma soprattutto le bambine e i bambini a subire le conseguenze più atroci di queste scelte politiche e militari. È inaccettabile che il diritto internazionale venga sistematicamente violato e che la comunità internazionale non riesca a imporre il rispetto delle regole e dei principi umanitari».
«Auspichiamo con forza - ribadisce il consigliere Conia - che si tacciano subito le armi, che si riapra uno spazio di confronto politico e diplomatico e che si rimetta al centro la pace come unico orizzonte possibile. Non esiste soluzione militare che possa garantire sicurezza e stabilità durature».
«Come istituzioni locali – conclude – abbiamo il dovere morale e politico di alzare la voce, di schierarci dalla parte della pace, della tutela dei civili e del rispetto del diritto internazionale. Il nostro pensiero va alle vittime innocenti e a tutte le comunità colpite da questa nuova e gravissima escalation».