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27/10/2026 ore 13.18
Politica

Inclusione e lavoro per le persone con disabilità, a Reggio Calabria nasce un tavolo permanente per l'autonomia

Il Consiglio comunale si unisce sul tema dell'inclusione dei soggetti fragili. Dalle parole del presidente della V Commissione Giuseppe Eraclini alla visione strategica dell'assessore al Welfare Lucia Fio, fino all'impegno civico di Filippo Quartuccio: «Oggi ha vinto la politica»

di clab

L'approvazione all'unanimità in Consiglio comunale della proposta per l'istituzione del tavolo permanente sull'inclusione segna un punto di svolta nel dibattito sulle politiche sociali a Reggio Calabria. Il voto compatto dei due schieramenti ha riprodotto quanto di buono era stato fatto in V Commissione, dove il presidente Giuseppe Eraclini, ha richiamato le istituzioni al proprio dovere morale e civico verso la comunità, portando fino in fondo una proposta che era nata nello schieramento delle opposizioni.

«Le istituzioni devono saper trovare i punti di incontro e assumere questa responsabilità» ha detto Eraclini in aula, sottolineando come l'iniziativa non rappresenti un mero atto formale, ma vuole incidere sulla quotidianità dei giovani nello spettro autistico e delle loro famiglie: «Oggi non discutiamo soltanto dell'istituzione di un'iniziativa, ma dell'opportunità di autonomia, di futuro e della possibilità per tante persone di vedere riconosciute le loro capacità e di trovare il proprio posto nella società». Il presidente della Quinta ha evidenziato come il provvedimento si inserisca in continuità con le linee programmatiche dell'amministrazione e nel lavoro con la giunta, precisando tuttavia che «l'istituzione del tavolo è un punto di partenza, non è un punto di arrivo». La priorità resta la risposta concreta ai bisogni reali del territorio: «Non dobbiamo limitarci a conoscere il bisogno, ma contribuire a costruire risposte, perché l'inclusione non deve rimanere soltanto un principio, ma deve diventare una possibilità concreta nella vita delle persone».

Sulla stessa linea programmatico-strategica si pone l'intervento dell'assessore al Welfare Lucia Fio, che ha illustrato il quadro d'azione dell'esecutivo cittadino per trasformare le intenzioni in percorsi individualizzati. L'assessore ha quindi ribadito la direzione politica assunta dall'ente: «La priorità è far sì che possa esserci realmente la promozione dell'autonomia delle persone con disabilità, raggiungere l'inclusione sociale e costruire percorsi di vita e di lavoro stabili, dignitosi e personalizzabili». Per attuare questa visione, la strategia della giunta Cannizzaro punta su una forte integrazione socio-sanitaria guidata da una componente multidisciplinare «per accogliere tutte le famiglie e i singoli soggetti disabili e costruire quel percorso e quel progetto di vita che dia risposta alla reale inclusione». Entrando nel merito delle politiche attive per l'occupazione, Fio ha dettagliato gli strumenti necessari per l'inserimento nel mondo del lavoro: «Servono percorsi personalizzati di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, calibrati sulle caratteristiche delle persone con disabilità, con attenzione al ruolo dei tutor e delle figure di supporto per garantire inserimenti sostenibili nel tempo». L'assessorato ha infine confermato la piena apertura istituzionale: «Assicuro fin d'ora la piena disponibilità dell'assessorato a collaborare con i proponenti, con i colleghi della giunta e con tutti i soggetti istituzionali, sociali e politici, affinché il tavolo permanente s'integri pienamente con i progetti di vita già attivi e con quelli futuri».

A sottolineare il profondo valore umano e la trasversalità dell'atto, è stato il consigliere comunale di Avanti-Casa Riformista Filippo Quartuccio, anche vicepresidente del Consiglio in quota minoranza, che ha espresso sincero apprezzamento per la convergenza tra maggioranza e opposizione: «Ringrazio tutte le forze del centro-destra per aver contribuito a richiedere il dibattito in Commissione consiliare rispetto a questo tema che non ha e non può avere colore politico». Pur ricordando che l'amministrazione comunale non dispone di leve dirette per l'incentivazione all'occupazione o la formazione, Quartuccio ha sottolineato che il Comune «può fare tanto come attività di coordinamento». Il consigliere si è poi soffermato sul tema del "dopo di noi", portando nell'aula la voce e le preoccupazioni di tanti genitori: «A me viene da piangere quando penso a queste persone che a un certo punto della vita resteranno sole, quando non ci saranno più i parenti. Chi ci sarà?». Da qui il richiamo a una politica di reale vicinanza e dignità: «Noi non le possiamo considerare un peso: sono soggetti e nessuno di noi vuole considerarli un carico. Oggi vince la politica che dimostra vicinanza alle famiglie e vincono le istituzioni che dimostrano che è possibile restare insieme su temi di centrale importanza».

Un impegno, per così dire civile, che Quartuccio intende seguire da vicino: «Quando istituirete il tavolo io ci voglio essere, mi piacerebbe seguire il lavoro perché è un tema che mi appassiona da diversi anni e mi ha dato la possibilità di entrare nella fragilità delle famiglie».