Irto e la delegazione Dem a Bova Marina e Melito: «È una devastazione vera, servono interventi immediati e tempi certi»
Il sopralluogo del senatore dem, assieme al segretario Panetta ed al consigliere metropolitano Peppe Marino, parte dalla costa ionica più ferita per ascoltare amministratori, imprenditori e cittadini, rilanciando la richiesta di risorse rapide, strumenti straordinari per i Comuni e una strategia stabile di tutela del territorio
Nell’Area Grecanica il ciclone Harry non è più un nome astratto. È simbolo di cemento spaccato, infrastrutture sventrate, tratti di lungomare che raccontano una ferita ancora aperta. È qui che la delegazione del Partito Democratico guidata dal senatore Nicola Irto ha deciso di fermarsi, su impulso diretto del circolo Pd di Bova Marina, per guardare in faccia l’emergenza ionica e misurarne il peso reale, diventando subito occasione di confronto con imprenditori, amministratori e cittadini.
«È una devastazione vera. Ho potuto vedere dal vivo quello che è successo lungo tutta la costa: strade distrutte, viabilità compromessa, servizi primari interrotti, attività balneari cancellate» afferma il senatore Irto ai nostri microfoni durante la sua visita a Bova Marina, con davanti i segni materiali del lungomare sventrato dalla mareggiata. «Serve un intervento immediato del Governo nazionale, con risorse concrete e tempi certi. I sindaci devono poter intervenire subito per ripristinare i servizi minimi e dare ristoro alle imprese che sono letteralmente in ginocchio».
Il tema non è soltanto la ricostruzione fisica. È la tenuta economica e sociale di un territorio che vive di turismo stagionale e piccola imprenditoria costiera. «Qui parliamo di una microeconomia già fragile. Tra poche settimane erano programmati i lavori di ripartenza per la stagione estiva. Se non si agisce subito, il rischio è che tutto si fermi. Per questo chiediamo lo stato di emergenza e strumenti straordinari per i Comuni», ribadisce il senatore Pd.
Dal lungomare grecanico il discorso si allarga al tema della prevenzione, mai affrontato in modo strutturale. «Sono problemi che tornano ciclicamente perché non si investe seriamente sulla sicurezza del territorio. L’Italia è una e quando succedono tragedie in Calabria valgono quanto quelle che avvengono altrove. Lo Stato deve intervenire e smettere di considerare questa parte del Paese una periferia dell’emergenza».
Accanto a Irto, il consigliere metropolitano Giuseppe Marino ha spostato l’attenzione sulla risposta istituzionale e sulla necessità di uscire definitivamente dalla logica dell’emergenza continua. «Siamo qui per stare accanto alle persone, ascoltare e verificare direttamente la devastazione che ha colpito questa costa ionica. In queste ore la Città Metropolitana ha avviato le prime ricognizioni tecniche, sta valutando i danni e lavorando sui progetti esistenti per accelerare gli interventi possibili». Marino ha però chiarito i limiti strutturali dell’ente: «È evidente che un evento di questa portata non può essere affrontato da un solo livello istituzionale. Serve un’azione multilivello, con il coinvolgimento diretto della Regione e del Governo nazionale, soprattutto sul piano finanziario». Da qui il richiamo a una svolta di metodo: «È arrivato il momento di affrontare seriamente la tutela di questa splendida costa con una visione strategica condivisa. Continuare a rincorrere le emergenze significa rinviare i problemi e preparare i disastri di domani. Servono programmazione, prevenzione e coordinamento tra Comuni, Città Metropolitana e Regione».
La visita è passata anche da Melito Porto Salvo, dove il quadro non è meno pesante. Il sopralluogo ha interessato il lungomare e gli stabilimenti balneari più colpiti. Il sindaco Tito Nastasi ha accompagnato la delegazione nei punti simbolo dei danni. «Abbiamo verificato direttamente quello che è successo sulla parte marina e sul lungomare. Poi ci siamo spostati sugli stabilimenti che hanno subito le conseguenze più gravi, praticamente distrutti dalla furia del mare». Una fotografia che racconta l’impatto immediato dell’emergenza sull’economia locale.
Il segretario metropolitano del Pd Peppe Panetta ha invece legato la presenza sul territorio a una fase politica che, ha sottolineato, non può fermarsi alla solidarietà. «Siamo venuti per incontrare amministratori, circoli e comunità colpite, per ascoltare direttamente chi oggi vive sulla propria pelle le conseguenze del ciclone. Questo è il momento di unire responsabilità e concretezza». Panetta ha puntato l’attenzione sulla ripartenza economica: «Serve rimettere in moto i finanziamenti già disponibili, sbloccare procedure ferme da troppo tempo e ridurre i passaggi burocratici che rallentano ogni intervento». Al centro anche il tema ambientale e turistico: «Lo sviluppo dell’area ionica passa dal mare, dalle spiagge e dal turismo, però deve essere accompagnato da una nuova cultura ambientale, capace di coniugare crescita economica e tutela del territorio. Quanto accaduto deve diventare un monito per tutta la classe dirigente, senza distinzione di schieramenti, perché qui è in gioco il futuro di intere comunità».
Tra Bova Marina e Melito Porto Salvo la delegazione Pd ha attraversato due fronti della stessa emergenza: una costa ferita e una stagione estiva che incombe come banco di prova decisivo. «Oggi la velocità vale quanto le risorse – ha dichiarato infine Irto –. Regione e Governo devono intervenire subito per evitare che i danni di oggi diventino strutturali». Un messaggio che parte dal cuore della ionica reggina e punta direttamente ai tavoli nazionali, dove si decide se questa emergenza resterà cronaca locale o diventerà finalmente priorità politica.