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08/02/2026 ore 06.30
Politica

La ricostruzione dopo il ciclone Harry, a Siderno esperti a confronto nel consiglio comunale aperto

Presenti alla seduta specialisti di ingegneria marittima. Fragomeni: «Colpo durissimo per tutti. Ma la ripartenza è iniziata»

di Ilario Balì

Un confronto aperto ai cittadini e agli esperti in protezione dei litorali e morfodinamica costiera per capire le cause dei gravissimi danni riportati dal lungomare dopo il passaggio del ciclone Harry e individuare le possibili linee d’intervento utili ad andare oltre la semplice ricostruzione, ripensando nel complesso la difesa delle coste e del suolo, elaborando nel contempo una nuova idea di lungomare cittadino.

È stato il senso della seduta di un partecipato consiglio comunale a Siderno, riunitosi in forma aperta al pubblico. La seduta ha rappresentato un momento fondamentale della fase successiva al passaggio del ciclone, in cui l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Mariateresa Fragomeni sta mostrando tutto il proprio spirito resiliente, dopo aver provveduto, in tempi brevissimi, a mettere in sicurezza le parti di lungomare danneggiate, riaprendo all’accessibilità la parte centrale, nel quadro degli interventi di ripristino di sicurezza e viabilità compiuti con le procedure di somma urgenza.

«È stato un colpo durissimo per tutti – ha detto il primo cittadino nel suo discorso introduttivo – Per chi, come questa Amministrazione, ha fin da subito e in maniera importante investito sul suo abbellimento e miglioramento. La ripartenza è iniziata due ore dopo esserci resi conto della gravità dei danni. Con quello spirito di squadra che solo chi era presente e conosce la dedizione al lavoro di chi opera in questo Comune può testimoniare, abbiamo mostrato di saper reagire alle avversità subito, insieme, senza guardare l’orologio e gettandoci, a capofitto, verso l’immediato disbrigo di tutte quelle operazioni propedeutiche a compiere gli interventi di somma urgenza, in stretto contatto con la Protezione Civile regionale, e a quantificare nel dettaglio i danni subiti.

Ovviamente, serve un impegno congiunto e a tutti i livelli istituzionali: Comune, Città Metropolitana, Regione, Governo Nazionale e Protezione Civile. La presenza dei massimi rappresentanti istituzionali a Siderno già nel fine settimana successivo al passaggio del ciclone è motivo di grande conforto.

Così come è emerso con chiarezza, nel corso dell’incontro che abbiamo avuto in questa sala con il Prefetto di Reggio Calabria, che servirà un nuovo approccio alla ricostruzione, tale da coinvolgere la costa ionica nel suo complesso, abbattendo i vecchi campanilismi e ripensando la Riviera dei Gelsomini nella sua totalità.

In momenti come questo il cuore potrebbe non essere sufficiente, perché è in queste situazioni che la comunità deve ragionare in maniera coesa e proiettata al raggiungimento di un obiettivo condiviso, abbandonando posizioni precostituite e ragionando con la testa, specie ascoltando i suggerimenti di chi è professionalmente preposto a progettare e realizzare gli interventi di ricostruzione».

Ora, dunque, si pensa a una nuova ricostruzione, capace di fronteggiare il fenomeno dell’erosione costiera, la tutela della spiaggia e la salvaguardia dell’industria turistica cittadina, motore fondamentale in una Città che da sei anni si fregia del rinascimento della Bandiera Blu Fee.

La ripartenza prosegue, dunque. E l’apertura ai contributi dei cittadini e degli esperti del settore è rappresentativa del modello di condivisione e ascolto, metodi che l’Amministrazione Fragomeni ha adottato sulle grandi questioni d’interesse generale, fin dal suo insediamento.

«Il ciclone Harry è stato un fenomeno di natura estrema – ha espresso Gianluigi Filippo, che si occupa di ingegneria marittima presso Isomar – è ancora presto per interventi specifici, da rilievi più approfonditi saremo in grado di stabilire quale sarà l’intervento più idoneo per ricostruire quanto è stato danneggiato».

Ma quale la priorità tra la spiaggia e il lungomare? Per Francesco Aristodemo, docente di ingegneria civile all’Unical, «In casi come questi la priorità va data al lungomare per una questione di vivibilità dei cittadini. Poi si passerà alla difesa costiera attraverso le barriere frangiflutti a circa 5 metri di profondità che hanno l’effetto di smorzare l’azione del moto ondoso. Il Mediterraneo è ormai diventato un bacino dove i cicloni tropicali che vediamo negli oceani lungo le coste americane trovano terreno fertile a causa dei cambiamenti climatici a cui dobbiamo gioco forza adattarci».

Il timore di diversi cittadini è che da qui a qualche settimana una nuova eventuale mareggiata possa dare il colpo di grazia alla via marina. A rassicurare tutti è stato Alberto Borsani, project manager Isomar: «È improbabile che fenomeni del genere si possano ripetere nel breve termine – ha rimarcato – nell’immediato si potrà procedere con interventi di somma urgenza finalizzati a mettere in sicurezza il litorale in vista della stagione estiva, obiettivo che sarà perseguito con le forze dell’ufficio tecnico comunale».

Presente al civico consesso anche il senatore reggino del Partito Democratico Nicola Irto. «Il momento è delicato – ha detto – Penso che oggi bisogna dire con chiarezza che serve un alleggerimento delle norme che possano consentire ai sindaci di poter intervenire veramente in tempi certi rispetto alle scelte che si fanno, perché se andiamo avanti con i tempi e la burocrazia che abbiamo vissuto fino ad ora noi rischiamo che faremo solo convegnistica e non riusciremo a intervenire ed essere incisivi non solo nella messa in sicurezza ma anche nella programmazione degli interventi dei nuovi lavori».