La Strada con Saverio Pazzano Sindaco: «Il Lido Comunale torni ad essere bene comune»
Il candidato a sindaco: «Da preservare il valore storico, sociale e urbano dell’opera nata dalla visione di Pier Luigi Nervi e sviluppata dallo studio reggino LaFace-Ziparo come spazio pubblico integrato alla città, capace di coniugare paesaggio, socialità e accessibilità»
Si è svolta domenica 17 maggio, presso il Lido Comunale di Reggio Calabria, l’iniziativa promossa da La Strada con Saverio Pazzano Sindaco dedicata al futuro del waterfront cittadino, alla tutela del patrimonio architettonico moderno e alla costruzione di una nuova idea di gestione pubblica e partecipata del Lido.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto aperto sul valore storico, sociale e urbano del Lido Comunale, opera nata dalla visione di Pier Luigi Nervi e sviluppata dallo studio reggino LaFace-Ziparo come spazio pubblico integrato alla città, capace di coniugare paesaggio, socialità e accessibilità.
Nel corso dell’iniziativa è stata ribadita la necessità di completare la riqualificazione rispettando l’identità originaria dell’opera e rilanciando la funzione pubblica del Lido, non come semplice stabilimento balneare ma come luogo permanente di aggregazione culturale e sociale.
L’architetta Pina Vitetta ha ricostruito il valore architettonico e urbanistico del progetto originario, sottolineando come il Lido rappresenti uno dei più importanti esempi di architettura moderna del Mediterraneo. Vitetta ha evidenziato il significato della promenade panoramica, pensata come spazio pubblico continuo e accessibile, e ha ricordato il lungo percorso di tutela che ha impedito la demolizione delle cabine storiche, preservando un patrimonio identitario fondamentale per la città.
Francesco Lia ha collegato il futuro del Lido e del waterfront cittadino al percorso Bandiera Blu, sottolineando come il riconoscimento non debba essere considerato soltanto un obiettivo simbolico ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità urbana e ambientale della città. «Bandiera Blu significa servizi, accessibilità, educazione ambientale, qualità delle acque e gestione sostenibile degli spazi pubblici – ha affermato –. È un percorso che richiede una visione stabile e una programmazione seria sul rapporto tra Reggio e il mare».
Antonio Campolo ha invece posto l’attenzione sulla necessità di intervenire in maniera strutturale sulla pulizia delle fiumare e sulla prevenzione del degrado ambientale. «Non possiamo parlare di tutela del mare senza affrontare il problema delle fiumare trasformate troppo spesso in discariche – ha dichiarato –. Servono manutenzione costante, controlli, prevenzione e una strategia ambientale che coinvolga quartieri e cittadini».
Serena Pensabene ha affrontato il tema della gestione dei rifiuti e della riduzione della plastica monouso lungo il waterfront e negli spazi pubblici del Lido. Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di installare cestini per la raccolta differenziata, rafforzare le campagne di sensibilizzazione ambientale e promuovere pratiche concrete di riduzione dei rifiuti. «La sostenibilità si costruisce nelle scelte quotidiane – ha sottolineato –. Ridurre la plastica usa e getta e garantire spazi pubblici puliti significa migliorare la qualità della vita e il rapporto dei cittadini con il mare».
Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre rilanciata la proposta di una gestione pubblica e partecipata del Lido Comunale, capace di valorizzarne la funzione sociale e culturale attraverso il coinvolgimento delle associazioni, delle realtà cittadine e delle istituzioni culturali. Va fatta la scelta di una gestione pubblica o pubblico-privata al pari di come avviene con altre realtà di servizi essenziali per la cittadinanza. Perché la fruizione del Lido, conun mare pulito, è un servizio essenziale.
Tra le proposte avanzate anche la creazione di spazi per coworking e atelier artistici, attività culturali permanenti e un centro dedicato all’architettura moderna e all’opera di Nervi e La Face-Ziparo, affinché il Lido possa diventare un presidio vivo e frequentato durante tutto l’anno.
«La sfida – ha concluso Saverio Pazzano – è restituire definitivamente il Lido alla città, sottraendolo all'abbandono in cui versa, ma anche alle logiche di privatizzazione e riconoscendolo come bene comune, spazio di incontro, cultura e cittadinanza».