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15/12/2025 ore 14.15
Politica

Le aspettative per il PD: Laruffa difende la segreteria Schlein e rilancia il ruolo dei territori

Il dirigente dem calabrese analizza la fase politica nazionale e regionale, rivendica i risultati elettorali del Partito Democratico e invita a superare divisioni interne e logiche personalistiche per costruire un’alternativa credibile alla destra.

di Redazione
Microphones are set on a table before a press conference of former Prime Minister and leader of the Democratic Party (PD), Matteo Renzi, a day after Italy's general elections on March 5, 2018 at the PD headquarters in Rome. The centre-left coalition led by Renzi's Democratic Party (PD), in power going into the elections, is set to pick up just 23.6 percent of the vote in Sunday's election, down on the last polling figures allowed before the election and a huge blow to the PD's chances of being part of the next government. / AFP PHOTO / Alberto PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

In un momento di forte tensione politica a livello nazionale e regionale, Giovanni Laruffa, componente della Direzione metropolitana del Partito Democratico, presidente del Circolo PD di Polistena ed ex sindaco della città, affida a una riflessione pubblica le proprie considerazioni sul presente e sul futuro del PD.

Secondo Laruffa, il contesto attuale impone una riflessione profonda non solo ai dirigenti, ma anche a militanti e simpatizzanti, in particolare a quanti hanno attraversato decenni di storia del centrosinistra e ne hanno seguito le trasformazioni politiche e sociali. In questo quadro, l’arrivo alla guida del Partito Democratico di Elly Schlein viene descritto come un elemento di discontinuità capace di riaccendere entusiasmo e senso di appartenenza in una fase particolarmente complessa.

Laruffa riconosce come, negli ultimi mesi, si siano moltiplicate voci critiche interne ed esterne al Partito che mettono in discussione la leadership della segretaria e la sua capacità di costruire una coalizione alternativa al centrodestra.

Critiche che, a suo giudizio, si inseriscono in un clima più ampio di polarizzazione politica e mediatica, mentre il governo di destra viene accusato di tentare una riscrittura dell’assetto istituzionale del Paese, procedendo per slogan e senza una visione di stabilità democratica.

Analizzando i dati elettorali, Laruffa sottolinea come i risultati conseguiti dal PD dall’elezione di Schlein a oggi mostrino una crescita significativa. Alle elezioni europee il Partito ha raggiunto circa il 24,5%, migliorando il risultato del 2022, mentre nelle sei Regioni recentemente andate al voto ha toccato il 27,3%, con un incremento di oltre due punti percentuali. Nelle ultime tredici Regioni chiamate alle urne, inoltre, il PD avrebbe raccolto un numero di voti superiore a quello di Fratelli d’Italia, nonostante le proiezioni dei sondaggi.

Per Laruffa, questi numeri certificano il rafforzamento del ruolo del PD come principale forza di opposizione e come perno di una possibile “alternativa credibile” alla destra, attraverso la costruzione di un campo largo. Un percorso che avrebbe consentito al Partito di recuperare identità, progetto e visione politica, puntando su temi come diritti civili, lavoro, ambiente, sanità pubblica, welfare, equità sociale e diritto alla casa.

Allo stesso tempo, il dirigente dem invita a non sottovalutare le difficoltà legate al processo di rinnovamento. L’attenzione ai temi identitari e civili, osserva, può generare resistenze in una parte dell’elettorato tradizionale o moderato. Per questo diventa centrale la capacità di mantenere unità, coesione e sintesi politica, evitando che il cambiamento produca fratture interne.

Laruffa richiama la natura pluralista del Partito Democratico, sottolineando la necessità di far convivere sensibilità diverse senza scivolare in contrapposizioni distruttive. A suo avviso, la priorità resta la costruzione di un programma credibile e riconoscibile, capace di parlare ai cittadini disillusi, di contrastare l’astensionismo e di rappresentare i nuovi soggetti sociali in difficoltà, compreso un ceto medio sempre più impoverito.

Particolare attenzione viene riservata al tema dell’organizzazione territoriale. Per Laruffa è indispensabile rimettere al centro i circoli, l’ascolto e il coinvolgimento degli iscritti, superando logiche verticistiche, personalismi e residui sistemi di potere locale. In questa prospettiva, rilancia anche il dibattito sulla reintroduzione delle preferenze, come strumento per rafforzare il rapporto tra eletti ed elettori.

Infine, l’ex sindaco di Polistena invita a superare le tensioni interne e le lotte di leadership, anche a livello locale, per ricostruire un rapporto di fiducia con la società e con tutte le forze che si riconoscono in un’alternativa alle destre. «Le condizioni per farlo ci sono», è la conclusione di Laruffa, «nel Paese, in Calabria e nel territorio metropolitano».