Licenziamento di Alessandro Cortese, il sindaco invoca per lui una seconda possibilità: «Non togliere il pane a un padre di famiglia»
L’operaio, nel maggio scorso, fu vittima di un grave incidente sul lavoro. A parere dell'azienda sarebbe stato causato da una sua condotta abnorme ed eccentrica. Il primo cittadino gioiese, Simona Scarcella, auspica in una conciliazione e lancia un appello: «Esistono dei casi in cui la gestione umana dei rapporti deve essere messa davanti a tutto»
Il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, in un messaggio video esteso soprattutto alla dirigenza di Medcenter Container terminal, invoca una seconda possibilità per Alessandro Cortese, dopo aver appreso del licenziamento per giusta causa del concittadino che il 27 maggio scorso fu vittima di un incidente sul lavoro. L’operaio si ribaltò sulla banchina del porto mentre era alla guida dello straddle carrier e fu ricoverato in terapia intensiva con molteplici fratture vertebrali. A parere dell'azienda, da quanto si apprende, l'incidente sarebbe stato causato da una sua condotta abnorme ed eccentrica.
«Noi non sappiamo i dettagli della vicenda e ovviamente trattandosi di un’azienda privata non abbiamo titolo per mettere voce sulla questione -specifica Simona Scarcella -però è anche vero che l'amministrazione comunale di Gioia Tauro osserva con attenzione, anche alla luce degli incidenti sul lavoro che si verificano tutti gli anni e che chiamano tutti noi, soprattutto le istituzioni, ad un'assunzione di responsabilità importante e forte. Noi riteniamo che la questione deve essere affrontata in maniera razionale, equilibrata, ponderata con la massima attenzione. Se è vero che la normativa che viene adottata dalle aziende e anche da Mct è abbastanza rigorosa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e ne limita i rischi, è anche vero che non esclude totalmente il rischio sul posto di lavoro. Ed è anche vero che chi lavora può sbagliare, può fare un'azione che non sia corrispondente a quella da manuale. Può succedere un qualsiasi evento anche legato ad uno stato di salute provvisorio del dipendente che causa un incidente».
Il sindaco, congiuntamente a tutta l’amministrazione comunale, ritiene che «la gestione dei rapporti di lavoro non possa mai prescindere da una valutazione umana nella gestione del rapporto stesso. Una gestione umana che in questo caso vede un giovane padre di famiglia che ha visto la sua vita appesa a un filo e che ancora oggi a distanza di tre mesi dall'incidente risulta a casa immobilizzato».
L'auspicio e l’invito che l'amministrazione comunale di Gioia Tauro fa alla direzione del personale di medcenter terminal containers è «per una volta di non guardare soltanto ed esclusivamente alla rigida organizzazione aziendale, anche se formalmente è giusto, esistono dei casi in cui la gestione umana dei rapporti deve essere messa davanti a tutto. E quindi, poiché abbiamo appreso che è già stato instaurato un giudizio davanti al giudice del lavoro, noi auspichiamo che l'azienda possa divenire ad una conciliazione, rivedendo la propria posizione e soprattutto valutando che anche l'azienda possa sbagliare. Tutti possiamo sbagliare sul posto di lavoro. E togliere il pane ad una famiglia che ha pagato già a caro prezzo l'errore, se c'è stato, sempre se avverrà accertato dal giudice di lavoro, è già una circostanza di per sé punitiva rispetto alla vita di questa persona e di questa famiglia».
Quindi, l'appello che il sindaco Simona Scarcella rivolge all'azienda Mct, ringraziandola per il lavoro che porta in città, è «di considerare anche un aspetto che va al di là del semplice profitto e della semplice organizzazione aziendale. I rapporti umani vengono sempre prima di tutto e la limitazione ai rischi sul lavoro non significa mai esclusione totale dei rischi sul lavoro. Il lavoro anche di una sola persona, di un padre di famiglia di Gioia Tauro, un padre di famiglia che stava per morire dentro il nostro porto, io credo che debba essere tutelato e bisogna dare una seconda possibilità. Spero che questo appello venga accolto, che Alessandro Cortese si riprenda, torni in buona salute e torni al suo posto di lavoro».