Sezioni
27/01/2026 ore 13.52
Politica

Litorale distrutto, Bova Marina Progetto Futuro: «C’era un finanziamento per opera a difesa delle coste che non è stato inutilizzato»

L’affondo del gruppo di opposizione del comune dell’area grecanica flagellato dalla mareggiate della settimana scorsa: «Responsabilità politica e amministrativa. Non bastano più le giustificazioni burocratiche»  

di Redazione

«Dopo l’uragano Harry, che ha colpito duramente il territorio di Bova Marina, causando danni significativi al litorale, alle infrastrutture e alla sicurezza costiera, emerge con forza una responsabilità politica e amministrativa che non può più essere ignorata: il mancato seguito ad un finanziamento già esecutivo. I fondi c’erano. Gli atti anche. Eppure, sul territorio, gli interventi non sono arrivati». È quanto si legge nella nota del gruppo di opposizione “Bova Marina Progetto Futuro”.

«Con il Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc) 2021–2027, Area Tematica 05 “Ambiente e Risorse naturali”, Settore di intervento 05.01 “Rischi e adattamento climatico”, la Regione Calabria – in attuazione delle Delibere Cipess n. 79/2021 e n. 17/2024 – ha previsto interventi specifici per la difesa del suolo e la resilienza dei territori costieri. Tra questi rientra anche Bova Marina, ammessa a finanziamento con il progetto:

“Opere complementari ECI07 – Intervento integrato per il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale”, importo di quasi 445 mila euro, formalmente finanziato con Decreto Dirigenziale n. 8196 dell’8 giugno 2025 del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici della Regione Calabria.

Un atto chiaro, con risorse accertate, impegnate e destinate proprio alla messa in sicurezza di un tratto di costa storicamente fragile attraverso il completamento dell’ultima barriera soffolta esistente, al fine di proteggere l’intero lungomare cittadino.

Eppure, nonostante questo quadro normativo e finanziario definito, l’amministrazione comunale di Bova Marina non ha dato seguito tempestivo all’attuazione del progetto, lasciando il territorio esposto, aggravando così una situazione che certamente sarebbe stata critica a causa dell’uragano Harry ma che, almeno nel tratto in questione, sarebbe stata diversa.

Il risultato è evidente: danni ampliati dall’assenza di interventi preventivi; aumento dei costi di ripristino; cittadini e operatori economici lasciati soli ad affrontare le conseguenze dell’emergenza.

È qui che il problema smette di essere tecnico e diventa politico. Perché, quando esistono fondi vincolati, procedure avviate e strumenti già disponibili, non agire equivale a una scelta. Una scelta che ha prodotto un danno concreto e misurabile.

Ancora più grave è il danno economico indiretto: intervenire dopo l’uragano Harry costa molto di più rispetto a quanto sarebbe costato attuare per tempo gli interventi previsti dal bando Fsc. Un aggravio che ricade sull’intera collettività.

A questo punto, l’amministrazione di Bova Marina è chiamata a chiarire: perché il procedimento non è stato portato avanti con la necessaria tempestività; quali atti siano stati omessi o ritardati; quali azioni urgenti intenda adottare per recuperare un ritardo che ha avuto effetti devastanti sul territorio.

Non bastano più le giustificazioni burocratiche. Gli eventi climatici estremi non aspettano i tempi della politica, e attivarsi quando si hanno gli strumenti per farlo non è un’opzione, ma un dovere».