Locri, Sainato: «Mai sciolti per mafia, grave errore associarci a quel provvedimento»
Il consigliere comunale interviene dopo quanto emerso nella trasmissione di Nicola Porro e respinge con fermezza ogni accostamento della città di Locri a scioglimenti per infiltrazioni mafiose: «Offesa alla nostra storia e alla dignità civile della comunità».
Di seguito la nota:
«In relazione a quanto incautamente affermato e diffuso nel corso della recente trasmissione condotta dal dott. Nicola Porro, sento il dovere morale e istituzionale, nella mia qualità di rappresentante della comunità di Locri, di ristabilire il primato della verità storica e della dignità civile sopra la distorsione mediatica.
È apparso, in un riquadro grafico di discutibile rigore scientifico, il nome della nostra Città associato a un presunto scioglimento per infiltrazioni mafiose mai avvenuto. Tale asserzione non rappresenta soltanto un errore documentale, ma costituisce un’offesa profonda e ingiustificabile a una cittadinanza che ha fatto della legalità non un vessillo retorico, ma una faticosa pratica quotidiana.
Desidero sottolineare, con la fermezza che il rispetto della realtà esige, che:
Il Comune di Locri non è mai stato sciolto per mafia. Associare il nostro ente a tale provvedimento significa ignorare la storia amministrativa della nostra terra e alimentare un pregiudizio che mortifica il valore delle nostre istituzioni locali.
Non chiediamo privilegi, ma esigiamo il rispetto che si deve a chi, in prima linea, difende lo Stato e la civile convivenza. La libertà di informazione non può e non deve mai trasformarsi in licenza di approssimazione, specialmente quando in gioco vi è l'onore di un’intera città e della sua storia.
Locri non è un’astrazione statistica, né un esempio da usare impropriamente per tesi precostituite. È una comunità viva, pensante e, sopra ogni cosa, libera.
L'autonomia della coscienza civile: Il tessuto sociale e culturale della Città di Locri ha dimostrato, anche nei momenti più bui e nelle stagioni del dolore, una capacità di resilienza e un’autonomia di giudizio che non si sono mai lasciate piegare da condizionamenti esterni, siano essi di natura criminale o di distorta narrazione politica.
Siamo consapevoli, con un realismo che non ammette fughe in avanti, che la 'ndrangheta ha cercato di avvelenare i pozzi della nostra vita democratica e civile. Ma è proprio in questo contesto difficile che emerge la statura morale del popolo locrese: una comunità che ha saputo vivere, operare e votare con la schiena dritta, separando nettamente il proprio destino dalle trame dell'illegalità».