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13/02/2026 ore 19.31
Politica

Lungomare devastato dal maltempo Caridi (Lega): «Serve piano strutturale di difesa costiera»

Danni ingenti tra il 12 e il 13 febbraio lungo il Lungomare Falcomatà e nelle periferie. Il vice commissario provinciale della Lega Bruno Caridi: «Basta emergenze, servono barriere e opere di consolidamento».

di Redazione

Reggio Calabria si risveglia ferita dopo la violenta ondata di maltempo che tra il 12 e il 13 febbraio ha colpito la città, devastando in particolare il Lungomare Falcomatà e provocando danni significativi anche in diverse aree periferiche.

Lidi distrutti, chioschi sventrati, alberi abbattuti e strutture compromesse: è questo lo scenario che si presenta lungo la costa cittadina, con ripercussioni dirette su famiglie, lavoratori e imprenditori che operano nel comparto balneare e turistico.

Sulla vicenda interviene Bruno Caridi, vice commissario provinciale della Lega di Reggio Calabria, che sollecita un’azione immediata e coordinata da parte delle istituzioni.

«Reggio è ferita, ma non piegata – afferma Caridi –. Quanto accaduto rappresenta un colpo durissimo all’identità della nostra città. Tuttavia, non possiamo limitarci a osservare i danni nel centro cittadino: le conseguenze del maltempo hanno colpito anche numerosi quartieri periferici. Per noi non esistono zone di serie A o di serie B: ogni area colpita merita attenzione, sostegno e interventi rapidi».

Il riferimento è alla necessità di estendere gli interventi oltre il solo fronte mare, coinvolgendo l’intero territorio urbano interessato dagli effetti della tempesta.

«Dietro ogni struttura danneggiata – prosegue – ci sono imprenditori, famiglie e lavoratori che hanno investito risorse e speranze sul futuro del territorio. La solidarietà deve tradursi in misure concrete: chiediamo al Comune di attivare immediatamente tutti gli strumenti necessari per consentire la ripartenza delle attività e il ripristino del decoro urbano e della sicurezza costiera».

Caridi replica anche alle critiche rivolte alla scelta di mantenere operative le strutture balneari durante il periodo invernale: «A chi contesta questa visione rispondiamo con un’idea di sviluppo moderna. Reggio deve ambire a un modello di città turistica attiva dodici mesi l’anno. Il problema non è la stagionalità, ma l’assenza di adeguate protezioni».

Da qui la richiesta di un cambio di passo strutturale: «È ormai improcrastinabile un piano serio e strutturale di salvaguardia del litorale. Servono barriere frangiflutti, interventi di consolidamento e opere di difesa costiera in grado di proteggere stabilmente il Lungomare dalle mareggiate. Non si può chiedere agli imprenditori di smontare i propri investimenti ogni anno; lo Stato deve garantire condizioni di sicurezza e continuità operativa».

In chiusura, l’appello alla programmazione: «La resilienza dei cittadini reggini è nota, ma non può sostituire la pianificazione istituzionale. È il momento della responsabilità e della programmazione. Il nostro Lungomare, simbolo della città, deve tornare a splendere più forte e più protetto di prima».