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14/10/2026 ore 19.31
Politica

Mancata manutenzione e borghi isolati: AVS chiede fondi straordinari e ristori dopo l'alluvione nell'Ionio reggino

Tra allagamenti all'ospedale "Tiberio Evoli", l'isolamento di borghi interni come Bagaladi e Roccaforte del Greco e i ritardi della Regione Calabria sul Piano di Adattamento Climatico, il partito sollecita risarcimenti immediati per i cittadini e uno stop definitivo all'edificazione nelle aree a rischio

di Redazione

I gravi eventi meteorologici che hanno colpito il territorio di Melito di Porto Salvo e i comuni adiacenti mettono in luce precise carenze sul piano della prevenzione. Alleanza Verdi e Sinistra considera corretta la tempestiva istanza presentata dagli amministratori locali per il riconoscimento dello Stato di emergenza. Tuttavia, il partito evidenzia come l'entità degli ingenti danni economici sia direttamente correlata alla mancata manutenzione ordinaria dell'intera rete idrografica del territorio. A meno di un anno dai danni causati dal ciclone Harry, si registra infatti la totale assenza di interventi di pulizia in valloni, fiumare e canali di scolo. La massiccia presenza di canne e detriti non rimossi ha creato un vero e proprio tappo che ha ostruito il regolare deflusso idrico, impedendo il drenaggio dell'acqua.

Questa ostruzione generalizzata ha provocato l'esondazione di acqua e fango, distruggendo autovetture e allagando i piani terra di abitazioni e attività commerciali, fino a colpire anche i locali del Pronto Soccorso dell'ospedale Tiberio Evoli. AVS ribadisce che la manutenzione del territorio è un pilastro fondamentale per la sicurezza pubblica e che gli interventi sulla rete idrografica vanno programmati già a fine estate, prima delle piogge autunnali[3]. Il riconoscimento dello Stato di emergenza è un atto dovuto ma non cancella le responsabilità amministrative di chi non ha provveduto alla necessaria prevenzione del suolo.

Adattamento climatico, consumo di suolo e pianificazione

Oltre alla manutenzione e ai ristori, la risposta al dissesto richiede una programmazione basata sull'adattamento climatico. L'ISPRA certifica che i cambiamenti climatici hanno aumentato la frequenza e l'intensità degli eventi estremi, dimostrando che questi episodi non sono casi isolati ma il segnale di una tendenza strutturale. Di conseguenza, pulire i canali è necessario ma non più sufficiente, e ricostruire con i medesimi modelli del passato significa solo attendere il prossimo disastro. Per questo AVS denuncia l'edificazione a ridosso delle fiumare e chiede l'applicazione rigorosa del principio del consumo di suolo zero, in linea con l'obiettivo europeo al 2050[4].

È indispensabile integrare nei piani urbanistici e nei regolamenti edilizi i principi della progettazione sostenibile, favorendo la permeabilità dei suoli, l'invarianza idraulica e l'adozione di vasche di laminazione o aree di invaso. Allo stesso tempo occorre porre un blocco totale alle nuove edificazioni nelle aree di fiumara. Nonostante quanto previsto dal Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, il monitoraggio ISPRA del 2025 rivela che la Regione Calabria non è ancora dotata di una strategia o di un piano regionale formalmente approvati. Per supportare i Comuni privi di uffici tecnici adeguati, viene sollecitata la creazione di un accompagnamento tecnico con la Città Metropolitana o la Regione, in sinergia con ARPACAL, Autorità di Bacino e Università, da definire tramite un tavolo pubblico entro la fine dell'anno.

Aree interne e richieste d'intervento

La nota firmata da Giusy Iaria per Sinistra Italiana - AVS richiama infine l'attenzione sull'abbandono dei borghi dell'entroterra come Roccaforte del Greco e Bagaladi, che si ritrovano regolarmente isolati alle prime piogge a causa della viabilità dissestata. L'attuale impianto del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne finisce nei fatti per incentivare lo spopolamento di questi centri privi di sicurezza idrogeologica e servizi minimi. Per tali ragioni, AVS chiede alla Regione Calabria uno stanziamento immediato di fondi straordinari sia per il ripristino dei luoghi sia per l'erogazione diretta dei ristori a cittadini e attività danneggiate, impegnandosi a monitorare l'iter dei risarcimenti e la pianificazione dei futuri interventi sui corsi d'acqua.