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20/05/2026 ore 20.00
Politica

Marco Parisi: «La gente non vuole più sentir parlare i politici, vuole essere ascoltata»

Il candidato nella lista Reggio Futura racconta la sua prima esperienza politica: «Dopo le minacce e gli attentati subiti dalla mia famiglia ho scelto di trasformare quella sofferenza in impegno». Poi l’affondo: «Basta politica fatta di slogan e fango, bisogna tornare a parlare dei problemi reali della città»

di Aldea Bellantonio

«La gente è stanca di sentire slogan, promesse e polemiche continue. Oggi i cittadini non vogliono più sentir parlare i politici, vogliono essere ascoltati». È il concetto che Marco Parisi, candidato al consiglio comunale con Reggio Futura, mette al centro della sua prima esperienza politica nel corso dello speciale dedicato alle elezioni comunali 2026.

Giovane avvocato a manager reggino, Marco Parisi racconta una candidatura nata da una storia personale segnata dalle minacce della criminalità organizzata e dagli attentati subiti dalla sua famiglia dopo una denuncia contro la ’ndrangheta. «Con la mia famiglia abbiamo deciso di denunciare e da quel momento abbiamo subito più di 14 attentati. A quel punto avevo due strade: lasciarmi schiacciare dal trauma oppure trasformare quella sofferenza in forza. Ho scelto la seconda».

Un percorso che, spiega, lo ha portato negli anni a esporsi pubblicamente anche attraverso attività associative e organizzazione di eventi, con l’obiettivo di lanciare «messaggi positivi, di resilienza e di contrasto al fenomeno criminale». Da qui la scelta di candidarsi. «È un’altra opportunità per diventare veicolo di valori importanti che, applicati alla politica, possono restituire libertà nell’agire».

Nel corso dell’intervista Parisi insiste soprattutto sul rapporto tra cittadini e politica. «La mia campagna elettorale è dedicata all’ascolto. La gente è stanca di argomentazioni costruite soltanto per apparire positive o ottimistiche. Bisogna calarsi nella realtà della città».

Per il candidato di Reggio Futura il problema è anche culturale: «La politica si è trasformata in aggressione personale. Non esiste più un confronto sugli argomenti, ma soltanto macchine del fango e polemiche. È anche per questo che la gente si è scollata dalla politica». Da qui la richiesta di «riportare la politica nel rango della rappresentanza», superando «l’eccessivo accentramento del potere nei palazzi». Un ragionamento che Parisi lega direttamente ai problemi quotidiani della città. «A Reggio viviamo ancora una situazione emergenziale: approvvigionamento idrico, diritto alla casa, accesso alle cure sanitarie. I diritti vengono fatti vivere ai cittadini come favori».

Parisi punta anche sul coinvolgimento di giovani professionisti nella costruzione delle proposte programmatiche. «La mia candidatura è stata condivisa con oltre cinquanta professionisti del territorio. Abbiamo lavorato su soluzioni concrete: sistemi di telecontrollo per l’acqua, rigenerazione urbana, efficientamento energetico, manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade».

Poi l’affondo contro quella che definisce «la politica dei dinosauri». «Bisogna eliminare chi in questi anni ha costruito consenso approfittando dei bisogni della povera gente. La politica dovrebbe pensare alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni».

Infine l’appello rivolto soprattutto ai giovani rimasti in città. «La politica deve riavvicinarsi a quei ragazzi che, senza scendere a compromessi, sono riusciti a costruirsi il proprio posto e che oggi tengono in piedi il tessuto economico del territorio. Restare e lavorare qui è già di per sé un’impresa eroica».