Migranti, Lucano al Cpr di Pian del Lago: «E’ un lager»
L’europarlamentare e sindaco di Riace: «Qui come a San Ferdinando». E attacca il Governo: «Dopo il ciclone Harry finanziamenti ridicoli per Sicilia e Calabria»
«Chiamare Cpr un luogo dove esseri umani vengono ammassati, in spazi ristretti e angusti, con servizi igienici precari, acqua razionata, nessuna libertà, significa mentire. E’ un lager». A dichiararlo è stato l’europarlamentare e sindaco di Riace Mimmo Lucano, a margine della sua visita a Pian del Lago.
«La mente mi ha subito portato a San Ferdinando – ha proseguito - alla tendopoli gestita dalla Prefettura di Reggio Calabria. Gi spazi squallidi dell’immigrazione, i luoghi infiniti della disumanità istituzionalizzata. Dietro codici e numeri ci sono uomini e donne, esseri umani fuggiti da guerre che noi abbiamo causato. Abbiamo venduto le armi, alimentato conflitti, interessi economici difesi sulla loro pelle. Fuggono dalla miseria che nasce dal saccheggio delle risorse dei loro paesi. Nessun paese europeo è innocente. Nessuno. Fuggono anche dai disastri climatici creati dai nostri modelli di produzione che inquinano, bruciano e distruggono. Mi viene da pensare, guardando l’espressione dei loro occhi, quale tragico destino li ha portati nei paesi ricchi, in cui si sono persi il senso della dignità e del rispetto dei diritti umani».
Secondo Lucano «Nei Cpr, centri di permanenza per rimpatri, vengono trattenute persone che non hanno commesso gravi reati penali: più delle volte si tratta d'inadempienze amministrative, ritardi nei documenti e nelle procedure burocratiche dell’asilo. Non hanno fatto nulla di male. Non sono criminali. Cercano disperatamente di sopravvivere, di dare una speranza alla loro vita e a quella delle loro famiglie. Perché non si fugge dalla propria terra quando si sta bene. Ma se i diritti vengono a mancare, se la vita degna di questo nome diventa un lusso irraggiungibile, allora la fuga diviene un’esigenza inevitabile. Non si può condannare chi fugge da un destino che non ha scelto».
Ecco perché, ad avviso dell’europarlamentare «Queste persone non meritano di essere rinchiuse e umiliate. Meritano una speranza per un altro futuro possibile. Lo stesso disprezzo per la vita lo vediamo verso la Sicilia e le regioni meridionali colpite dal ciclone Harry: niente risorse adeguate e cittadini abbandonati al loro destino. Il governo lascia la Sicilia, la Calabria e le altre regioni meridionali sempre più in difficoltà, i fondi per Niscemi destinati per le regioni meridionali sono ridicoli. Una catastrofe naturale che fa esplodere le contraddizioni e le assurdità delle scelte di un governo che impegna e destina risorse per un’opera inutile come il ponte sullo Stretto, forse utile solo agli interessi economici delle mafie e delle grandi multinazionali delle acciaierie del Nord».
«La dignità non è un premio – conclude Lucano - La libertà non è un favore, sono diritti per tutti. Anche per chi oggi è rinchiuso nei lager dei Cpr. Anche per chi oggi sta lottando per costruire la propria vita. Abbiamo una sola scelta: stare dalla parte dei diritti, della giustizia, della dignità umana. Non possiamo permetterci di essere complici di un sistema che discrimina, ignora, opprime, distrugge».