Moltiplicazione della nomine in Regione, Costantino: «Non sempre ciò che è possibile è anche opportuno»
«In costanza di commissariamento della sanità, il Consiglio Regionale aumenta il numero di assessori e di nominare anche sottosegretari per programmare e gestire circa 1/3 dell’intero Bilancio Regionale»
«Il Consiglio Regionale della Calabria, in occasione della seduta d’insediamento di questa legislatura, ha lavorato fino a tarda notte per modificare lo Statuto Regionale al fine di poter incrementare il numero di componenti della Giunta, portandolo da 7 a 9, e prevedendo anche la possibilità di nomina di Sottosegretari.
Niente da eccepire sul piano formale perché si è trattato di recepire una norma nazionale che Permette di nominare Giunte fino a 9 componenti per le Regioni da 1 fino a 2 milioni di abitanti e di nominare anche Sottosegretari.
Il tutto, a condizione di invarianza di spesa pubblica e rispettando l'autonomia statutaria regionale. Vedremo come quest’ultima condizione potrà essere in concreto rispettata.
Sennonché nessuno tiene in conto che la regione Calabria è sottoposta da ben oltre un decennio a Piano di Rientro in quanto il deficit di Bilancio per le spese destinate alla sanità è superiore al 5% del finanziamento ordinario e delle entrate proprie destinate al capitolo sanità.
In questa condizione, circa i 2/3 del Bilancio complessivo della nostra Regione è sottratto ad ogni gestione e controllo da parte, rispettivamente, della Giunta e del Consiglio Regionale.
La programmazione e la gestione delle risorse viene affidata ad un Commissario nominato dal Governo, con il controllo affidato ai Ministeri competenti di Economia e Sanità, senza che debba renderne alcun conto alla Giunta e/o al Consiglio regionale.
Che nella circostanza della Calabria il Commissario ad Acta coincida con il Presidente della Giunta nulla cambia.
In pratica il Consiglio Regionale si appresta ad utilizzare la possibilità, e non l'obbligo, di aumentare il numero di assessori e di nominare anche sottosegretari per programmare e gestire circa 1/3 dell’intero Bilancio Regionale di cui gran parte rappresenta spesa vincolata. Non ci si può lamentare se la politica ha perso credibilità e la gente diserta le urne. Temo che fra non molto a recarsi alle urne ci andranno solo i “clientes”», conclude l’ingegnere Francesco Costantino.