Montebello Jonico, Foti attacca: «No alla rottamazione delle cartelle e 300 mila euro in più di Tari»
La consigliera di opposizione ed ex sindaco critica le scelte dell’amministrazione Suraci: «Si mettono le mani nelle tasche dei cittadini»
Prima la bocciatura dell’interpellanza sulla riapertura dei termini della rottamazione delle cartelle comunali, poi il via libera all’aumento della Tari per circa 300 mila euro. È su questo doppio passaggio approvato dal Consiglio comunale che la consigliera di opposizione Maria Foti apre un duro fronte politico contro l’amministrazione guidata dal sindaco Leonardo Suraci, accusandola di aver scelto di gravare sui contribuenti invece di favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie.
«In due sedute straordinarie e consecutive, senza che ci sia stato alcun elemento straordinario, l’amministrazione di Montebello decide, unica nella zona, di respingere l’interpellanza della minoranza che chiedeva la riapertura dei termini per la rottamazione delle cartelle, considerate le novità ottenute da Anci e, come regalo, aumenta le tariffe Tari di 300.000 euro ai cittadini. Senza che vi sia un aumento dei servizi resi».
L’interpellanza, presentata dal gruppo consiliare “Diamoci ancora una mano”, chiedeva all’amministrazione di avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 10-quinquies del Decreto Legge 38/2026, estendendo la definizione agevolata ai carichi comunali affidati all’Agente della Riscossione tra il 2000 e il 2023. Tra le finalità indicate figuravano il recupero spontaneo dei crediti, la riduzione del contenzioso e il miglioramento della capacità di riscossione dell’ente.
Secondo la consigliera di opposizione, invece, il Comune ha imboccato una direzione opposta.
«Da un lato si impedisce a chi, stante le difficoltà del periodo pandemico, non ha potuto pagare le gabelle comunali; dall’altro, in una situazione economica difficile, si tartassano gli stessi cittadini facendo cassa sui soliti noti, senza un piano di lotta all’evasione e all’abbandono dei rifiuti».
L’atto di indirizzo chiedeva inoltre all’amministrazione di chiarire se intendesse riaprire i termini per consentire ai contribuenti di aderire alla definizione agevolata e quali valutazioni tecnico-finanziarie fossero state effettuate sugli effetti della misura sugli equilibri di bilancio e sul recupero dei residui attivi.
Per Maria Foti, la scelta dell’esecutivo rappresenta un’occasione mancata sia sotto il profilo sociale che sotto quello finanziario.
«Consigli comunali straordinari per evadere la solita normalità, cioè mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Il gruppo di minoranza ha fatto quanto in suo potere portando all’attenzione dell’amministrazione la possibilità di una riapertura dei termini, un ampliamento della base, una concreta possibilità di entrate dalla regolarizzazione. Invece abbiamo due provvedimenti che colpiscono le tasche dei cittadini. Un pessimo inizio».