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25/10/2026 ore 10.29
Politica

Montebello Jonico, la minoranza minaccia l’Aventino: «Consigli convocati senza urgenza, così si svuota la democrazia»

Il gruppo consiliare “Diamoci ancora una mano” contesta la convocazione dell’assise con scarso preavviso e la presunta indisponibilità degli atti. Chiesto il rinvio della seduta, mentre cresce lo scontro sui primi cinque mesi di amministrazione e sulle prospettive del territorio

di Redazione

«Continua la prassi indecente della convocazione dei consigli comunali in via straordinaria, senza che ne sussista la necessità e l’urgenza, se non, forse, per motivi personali».
Inizia così la dura nota stampa del Gruppo consiliare di minoranza a Montebello Jonico “Diamoci ancora una mano”, guidato dall’ex sindaco

Maria Foti e composto – assieme alla stessa –  da Giovanni Foti, Santo Minniti e Francesca Mangiola.

«L’ultima perla del sindaco Suraci è la convocazione fatta il venerdì pomeriggio (ieri) per il lunedì successivo, ad uffici chiusi, senza uno straccio di documentazione a supporto per poter studiare le carte che forse saranno disponibili nell’immediatezza del consiglio comunale.

Il gruppo consiliare “Diamoci ancora una mano” ha deciso di anticipare agli organi di stampa le sue determinazioni: chiedere un rinvio dell’assise comunale ad altra data. Se la richiesta non verrà accolta, la minoranza salirà sull’Aventino e non parteciperà ai lavori in quanto materialmente impossibilitata a svolgere le proprie funzioni di controllo.

Non faremo da sfondo ad una maggioranza che non dialoga, non convoca mai la riunione dei capogruppo, distorce a suo uso e consumo il regolamento comunale. Allo scadere dei primi cinque mesi di amministrazione, aspettiamo che in consiglio si possa discutere di qualcosa di utile per la comunità e non solo di tariffe e di spese fuori bilancio.

Che si parli di come realizzare il programma che la maggioranza ha promesso ai cittadini, che ci si occupi dello sviluppo del territorio, delle dinamiche che si muovono attorno al porto di Sant'Elia. Il nostro timore è che i prossimi cinque anni possano essere come i primi cinque mesi passati, durante i quali non si è fatto nulla! Allora il prossimo consiglio comunale se lo facciano da soli! Chiusi dietro le mura dei palazzi in cui si nascondono dal loro insediamento».