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09/02/2026 ore 18.09
Politica

Nasce “Spazio Democratico”, Pavone e Idone rompono con la maggioranza: «Siamo stati cacciati, ora diciamo tutta la verità»

I consiglieri comunali ricostruiscono le tappe che hanno portato alla revoca della carica di vicesindaco ad Ada Pavone e alla rottura con la maggioranza. «Siamo stati cacciati. Ora diciamo cosa è realmente accaduto».

di Redazione

«A quasi un mese dalla rimozione della persona più votata dagli elettori e dalla nomina di un diverso vicesindaco – fatto politico che ha determinato la nostra uscita dal gruppo “Città in Movimento” – abbiamo costituito il Gruppo consiliare “SPAZIO DEMOCRATICO” che avrà come capogruppo l’Avv. Ada Nicoletta Pavone e che, come da Statuto e Regolamento, sarà ufficializzato alla prima seduta del Consiglio Comunale.

Interveniamo oggi nel dibattito politico cittadino dell’ultimo mese per fare chiarezza. Pertanto, anche per sopperire all’assordante silenzio di Palazzo San Giovanni, racconteremo la cronistoria degli eventi, perché è giusto e corretto che i cittadini villesi vengano messi a conoscenza di cosa sia realmente accaduto.

Siamo stati “cacciati” dalla maggioranza oggi al governo della Città e insediatasi a seguito della vittoria conseguita alle ultime elezioni amministrative del 2022, una vittoria a cui abbiamo contribuito in maniera determinante con l’apporto non indifferente di ben 983 preferenze.

Siamo stati “cacciati” perché – a dire della Sindaca – nel Consiglio Comunale del 22 dicembre 2025 la Vicesindaca Ada Pavone l’avrebbe “sfiduciata” nel corso del dibattito sul Ponte.

Qui riportiamo uno stralcio del documento letto nella predetta occasione affinché ognuno possa formare il proprio convincimento:

«… Da subito abbiamo compreso le falle enormi, tecniche, procedurali ed ancora di più finanziarie del progetto, oggi stabilite e certificate dalla Corte dei Conti; è onesto riconoscere a questa amministrazione il merito di averlo evidenziato da tempo. Altrettanto meritevole, lo sottolineo con convinzione, di aver colto e condiviso la sostanza delle azioni messe in campo in questi anni dal tessuto politico e associativo cittadino. Penso in modo particolare alle iniziative del Partito Democratico villese. Ricordiamo che da sempre il circolo cittadino ha seguito ed evidenziato le falle di questo progetto. Mi fa piacere menzionare ancora l’impegno dell’associazione “Titengostretto” con il supporto agli espropriandi. In modo particolare, l’azione del Circolo del Partito Democratico di Villa sul “franco navigabile”, intuizione di qualità politica e tecnica, ha contribuito a sbugiardare le certezze sbandierate con protervia dal sistema di pura propaganda messo in atto in questi anni dal Governo… (omissis) … Oggi, per chi avesse ancora dei dubbi, la strada intrapresa col coraggio delle scelte difficili da questa Amministrazione e da quella Metropolitana guidata dal Sindaco Giuseppe Falcomatà proponendo un ricorso al TAR, tutt’ora in corso, assume ulteriore valore sul percorso intrapreso con l’unico fine di tutelare Villa ed i villesi. Ma dimostra anche che su questi (e io credo anche su altri) temi il confronto e la condivisione dei percorsi con le forze politiche, le associazioni e i cittadini che condividono gli stessi valori è l’unica strada per raggiungere gli obiettivi, direi quasi per vincere, e soprattutto convincere. Il futuro, anche di questa esperienza amministrativa, passa da una comune visione di Comunità da condividere con chi esprime gli stessi valori, anche se da punti di osservazione diversi, nel rispetto delle storie di ciascuno, che spesso si intrecciano, si completano e si arricchiscono. La vicenda del ponte lo dimostra chiaramente, ma non ne esaurisce gli effetti».

Dopo l’intervento della Vicesindaca Pavone, la Sindaca Caminiti proferiva testualmente quanto segue (v. registrazione del Consiglio Comunale, h. 6:46:56 e ss.):

«… ho visto gente che in questi tre anni si è messa e si è tolta la maglietta “NO PONTE” a convenienza con la velocità della luce, che ha preso posizioni pubbliche per poi fare un passo indietro un minuto dopo per conservare le posizioni politiche e politico-amministrative che aveva assunto, e tutto questo è stato tollerato per mero interesse della città di Villa San Giovanni, perché qua stupidi non ce ne sono mai stati. È chiaro che se qualcuno, non solo io come è stato detto, pensa di sottoscrivere i meri interessi personali sulle vicende del ponte, non lo permetterà nessuno, né dentro né fuori questa Amministrazione, né dentro e né fuori questo Palazzo. Non lo permetterà nessuno, perché le posizioni accelerate, e poi frenate, e poi riviste non sfuggono all’occhio o alla lente d’ingrandimento di nessuno…».

Ancora oggi, rileggendolo, sfugge il perché. In data 27 e 30 dicembre, nel corso di due riunioni di maggioranza a Palazzo San Giovanni, la Sindaca, stigmatizzando fortemente l’intervento in Consiglio Comunale della Vicesindaca, chiedeva espressamente a quest’ultima di rimettere la delega da Vicesindaco e – ottenuto un fermo diniego, in quanto la richiesta non trovava fondamento alcuno – preannunciava che Le avrebbe tolto la delega di Vicesindaco, la cui assegnazione era frutto di accordi elettorali pregressi e noti.

A suo dire era avvenuta una “frattura politica” perché il documento letto in Consiglio conteneva una chiara, manifesta e non concordata apertura al Partito Democratico.

Nella riunione del 30 dicembre u.s., ad espressa richiesta della Vicesindaca Pavone, tutti i consiglieri di maggioranza, eccetto Idone, dichiaravano di essere d’accordo sulla revoca della delega da Vicesindaco.

Un’altra critica manifestata dalla Sindaca era rappresentata da un incontro avvenuto tra gli scriventi ed il direttivo del Partito Democratico nel mese di dicembre u.s., incontro durante il quale è stata ribadita l’assoluta lealtà politico-amministrativa al Sindaco nel percorso già tracciato per un “Caminiti bis” e la volontà di rimanere nel gruppo “Città in Movimento” senza alcuna intenzione di prendere tessere di partito o di formare altri gruppi consiliari.

La presa di posizione della Sindaca veniva ulteriormente ribadita nei confronti del 7 e dell’8 gennaio u.s., nonostante i tentativi di salvaguardare il percorso politico-amministrativo nel quale tutti abbiamo creduto sin dal 2022.

In data 9 gennaio u.s. veniva convocata una riunione “per consultazioni” durante la quale i consiglieri presenti decidevano di redigere un comunicato di fiducia alla Sindaca e di remissione delle deleghe, senza alcuna condivisione preventiva con i sottoscritti.

Il 12 gennaio u.s. la Sindaca confermava l’azzeramento delle deleghe, esclusa quella al Bilancio, e procedeva alla revoca della carica di Vicesindaco con decreto sindacale n. 5/2026. Con decreto n. 6/2026 del 16 gennaio veniva nominato il nuovo Vicesindaco. Alla pubblicazione del decreto, formalizzavamo immediatamente le dimissioni da assessore e da Presidente della Commissione Territorio, così come annunciato in precedenza.

Ad oggi, a distanza di quasi un mese, l’unico atto politico posto in essere è stata la rimozione del Vicesindaco Pavone, senza alcuna riassegnazione di deleghe o nuove nomine assessorili.

È evidente che siamo stati “cacciati” per non aver accettato un’umiliazione politica e personale inflitta senza giustificato motivo a chi ha contribuito in modo determinante alla vittoria elettorale della maggioranza.

Rivendichiamo il lavoro svolto dal 2022 ad oggi, il contributo alla fuoriuscita dal dissesto economico, l’apertura di decine di cantieri e la programmazione di misure fondamentali per il futuro della città. È per questo che è nato il gruppo consiliare “SPAZIO DEMOCRATICO”».