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10/05/2026 ore 12.17
Politica

Nuccio Azzarà: «Asili nido, milioni europei e propaganda. Il welfare “raccontato” e rivendicato dal Pd non convince»

Il candidato alle elezioni comunali nella lista Reggio Protagonista punta il dito contro la gestione dei fondi europei e il centrosinistra

di Redazione

«Tra fondi europei, progetti ancora da verificare e risorse già programmate da Bruxelles, il centrosinistra reggino rivendica risultati che appaiono più afferenti la sfera comunicativa che confacenti la buona amministrazione.

Il caso degli asili nido diventa uno dei tanti simboli di una gestione costruita e delegata alla narrazione.

Dagli annunci sui servizi sociali fino agli 8,7 milioni destinati ai nidi di Archi e Gebbione, emergono interrogativi pesanti su capacità di attuazione, rendicontazione e reale impatto sul territorio, a tale proposito, resta ancora aperta la ferita dei oltre 30 milioni persi del Pon Metro 2014-2020.

Il Partito Democratico reggino torna ancora una volta a celebrare sé stesso attraverso la consueta liturgia dell’autocompiacimento amministrativo. Stavolta il terreno scelto è quello del welfare e degli asili nido, presentati come il simbolo della “rinascita” cittadina e della presunta efficienza dell’attuale amministrazione comunale. Nel comunicato diffuso in questi giorni, il PD parla di una “rete vera di welfare”, rivendicando di avere “rimesso in ordine i conti” e “restituito credibilità alle istituzioni”, fino ad arrivare a definire Reggio Calabria come una città finalmente dotata di un sistema “strutturato e funzionante” capace di intervenire sulle fragilità sociali. Parole solenni, ma i numeri raccontano una storia molto meno trionfale, perché dietro la propaganda politica e gli slogan confezionati per la comunicazione di partito, emerge una realtà che ridimensiona fortemente i meriti rivendicati dal centrosinistra. Le risorse oggi sbandierate come trofei amministrativi derivano infatti dal Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027,a titolarità dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, approvato dalla Commissione Europea con Decisione n.9773 del 16 dicembre 2022 che prevede, tra l’altro, per le città medie due priorità d’investimento:

La priorità 5 Servizi per l’inclusione sociale;

La Priorità 6 Infrastrutture per l’inclusione sociale.

Non si tratta dunque di miracoli politici prodotti dal PD reggino, ma di fondi europei già inseriti in una programmazione nazionale destinata alle Città Medie del Mezzogiorno.

Il Comune di Reggio Calabria, individuato come potenziale beneficiario con una dotazione finanziaria massima complessiva di circa 48,6 milioni di euro da utilizzare nell’ambito dell’obiettivo strategico ES04, ai fini della realizzazione di interventi atti a modernizzare i sistemi di protezione sociale, prioritariamente verso i minori ed i gruppi svantaggiati.

Al termine delle relative istruttorie, sono stati assegnati al Comune di Reggio Calabria per spese ammissibili sul Programma PN Metro Plus:

* 19,5 milioni per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità;

* 8,7 milioni destinati ai servizi per gli asili nido comunali nei territori di Archi e Gebbione.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che la narrazione del PD mostra tutte le sue fragilità.

A maggior ragione in una città che continua a scontare ritardi cronici, periferie prive di servizi essenziali e quartieri — quali anche quelli di Archi e Gebbione — troppo spesso evocati nei comunicati stampa ma lasciati per anni in condizioni di marginalità amministrativa. Il problema politico, infatti, non è soltanto ciò che il PD racconta, il problema è ciò che continua accuratamente a non raccontare, in quanto, mentre oggi si celebra il “welfare moderno”, resta ancora senza una spiegazione credibile il suddetto clamoroso de-finanziamento di oltre 30 milioni di euro della programmazione Pon Metro 2014-2020. Dette ingenti risorse economiche, risultano inequivocabilmente perse tra progetti mai completati, incapacità attuative e criticità nella rendicontazione sulla piattaforma DELFI, nonostante il ricorso persino a supporti esterni di assistenza tecnica. Un fallimento amministrativo enorme, che qualsiasi forza politica seria avrebbe affrontato con trasparenza e assunzione di responsabilità, invece il PD preferisce rifugiarsi nella solita strategia comunicativa che equivale a enfatizzare gli annunci, moltiplicare le conferenze stampa e trasformare fondi europei già programmati in medaglie di partito. Nonostante tali esercizi di retorica mediatica, i reggini hanno imparato a loro spese, la differenza che intercorre tra propaganda e risultati concreti. Distinguono perfettamente la distanza tra le dichiarazioni trionfali diffuse nei comunicati ufficiali e la realtà quotidiana di famiglie che ancora attendono servizi efficienti, strutture realmente funzionanti e risposte concrete ai bisogni sociali. Il caso degli asili nido, allora, diventa emblematico di un metodo politico ormai consolidato: costruire consenso attraverso la narrazione permanente, anche quando i risultati sono ancora parziali, incompleti o tutti da verificare. Eppure questa vicenda rappresenta soltanto una piccola parte di un quadro, purtroppo, molto più ampio.

Perché gli asili nido, il welfare sono solo uno dei tanti e variegati settori nei quali l’attuale amministrazione continua a confondere la comunicazione con il governo reale della città. Dai progetti finanziati alle opere incompiute, dalla gestione dei fondi alla capacità di rendicontazione, fino ai meccanismi interni di attribuzione di incarichi, funzioni e incentivi, esiste ormai una lunga scia di opacità politiche e amministrative che meriterebbe ben altro approfondimento pubblico. A tale proposito, sarebbe opportuno che l’opinione pubblica conoscesse le modalità di individuazione dei soggetti che compongono le strutture tecniche amministrative (gruppi di lavoro) afferenti sia agli interventi sopra richiamati che quelli oggetto di altre fonti di finanziamento, nonché i criteri adottati nell’attribuzione delle specifiche funzioni e nella ripartizione e liquidazione degli incentivi, in ossequio del principio di rotazione e partecipazione di tutte le risorse umane disponibili.

E forse è proprio questo il punto che il PD teme maggiormente: che dietro la facciata dell’effimera propaganda si apra finalmente una stagione di verifica seria, puntuale e documentata sull’intera “macchina” comunale.

Perché quando la politica vive di narrazione, prima o poi arrivano i numeri con la loro ostinazione che quasi sempre, raccontano la verità meglio dei comunicati stampa». Così in una nota Nuccio Azzarà.