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10/02/2026 ore 21.00
Politica

Nuova rimpasto di giunta a Caulonia, la minoranza: «Ierace vicesindaco? Uno schiaffo istituzionale»

L’opposizione solleva dubbi sulla sua presenza nell’esecutivo alla luce del suo ruolo nella Protezione Civile. «Per il sindaco le regole sono solo fastidiosi dettagli»

di Ilario Balì

«Uno schiaffo istituzionale». Così il gruppo di minoranza “Rinnoviamo Caulonia” ha definito la nomina a vicesindaco di Antonella Ierace, dopo l’ennesimo rimpasto di giunta ratificato dal sindaco Franco Cagliuso. Durante l'ultimo Consiglio Comunale l’opposizione cauloniese aveva infatti sollevato dubbi di opportunità politica sulla sua presenza in Giunta, dato il suo ruolo di vicepresidente dell'associazione di Protezione Civile di Caulonia, una posizione che, ad avviso della minoranza, solleva interrogativi in termini di imparzialità. «È il segnale inequivocabile che per questa amministrazione le regole e l'opportunità istituzionale sono solo fastidiosi dettagli – ha tuonato la minoranza - Quello che dovrebbe essere governo della comunità è diventato una barzelletta di cui ormai si ride amaramente al bar. L'ennesima crisi politica dell'amministrazione Cagliuso ha ormai ridotto i cittadini a spettatori increduli di una farsa che si ripete ormai da quattro anni».

Lo scorso 4 febbraio la minoranza di Caulonia ha protocollato la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Comunale per discutere sulla situazione politico-amministrativa del Comune e per la verifica politica della sussistenza della maggioranza consiliare e della conseguente legittimazione dell'azione di governo. «Invece di accogliere immediatamente la richiesta e presentarsi in Consiglio per accertare, numeri alla mano, se dispone ancora della legittimità necessaria a governare – sostiene ancora l’opposizione consiliare - il sindaco Cagliuso ha scelto un'altra strada: il giorno successivo, chiuso nelle sue stanze con i pochi fedelissimi rimasti, ha proceduto a un rimpasto di Giunta. Le nomine, apprese dai social ancor prima che dalle sedi istituzionali, dimostrano l'atteggiamento di un sindaco che finge che nulla sia accaduto».

«Attendiamo quindi il prossimo Consiglio Comunale, anche domani, per quanto ci riguarda, affinché il sindaco dimostri di avere ancora la fiducia della maggioranza dei consiglieri. Quella dei cittadini, ci permettiamo di osservare, l'ha persa da tempo. Se continuerà a sottrarsi al confronto democratico, come già fatto in passato, ne prenderemo atto. Ci auguriamo però, con tutto il cuore che anche la maggioranza dei consiglieri comunali condivida la nostra valutazione e metta la parola fine a questa esperienza amministrativa che sta provocando solo danni alla nostra comunità» conclude la minoranza cauloniese.

Critiche all’operato del primo cittadino arrivano anche dal Partito Democratico. «Invece di affrontare il nodo politico che oggi riguarda Caulonia, il primo cittadino preferisce rifugiarsi nella polemica personale e nel tentativo di delegittimare il Partito Democratico locale – si legge in una nota dei dem – Dispiace constatare ancora una volta che il sindaco preferisca attaccare sul piano personale piuttosto che entrare nel merito delle questioni. Il Partito Democratico a Caulonia esiste nei fatti, nel confronto, nelle idee e nella presenza sul territorio. Ridurre il dibattito a battute offensive non aiuta la comunità e non risolve i problemi. Parlare di “segretaria di sè stessa” non è solo offensivo, è il segno di chi non ha argomenti amministrativi da mettere sul tavolo. Se davvero l’amministrazione fosse solida, non avrebbe bisogno di screditare gli altri per giustificare la propria sopravvivenza. La questione non è il Pd, né la sua segreteria. Qui è in gioco il futuro politico e amministrativo del nostro paese. Caulonia vive una fase di instabilità amministrativa che Cagliuso si ostina a minimizzare. Un’amministrazione che deve presentarsi in Consiglio per chiedere la fiducia non è un’amministrazione forte, ma un’amministrazione che ammette implicitamente di non avere una maggioranza certa e un progetto politico condiviso».