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17/06/2025 ore 22.30
Politica

Occhiuto indagato, Reggio Bene Comune: «Dimostri la sua estraneità nelle sedi opportune, senza screditare la magistratura»

Critiche alla scelta comunicativa del Governatore: «Si affida a un salotto televisivo nazionale evitando il confronto con la stampa calabrese»
di Redazione

«Non ci interessa entrare nel merito della vicenda giudiziaria che in questi giorni interessa il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto; è nostro auspicio, piuttosto, che egli possa dimostrare quanto pubblicamente afferma facendo emergere la sua totale estraneità ai fatti». Così, in una nota, Reggio Bene Comune.

«Fanno porre degli interrogativi, tuttavia, le circostanze descritte dalle indagini e diffuse dalla stampa, ma se c’è stata mai una vicenda corruttiva che ha coinvolto il Presidente della Regione Calabria, sarà solo un eventuale processo a stabilirlo, e non certo la stampa o i social.

Appare alquanto scriteriata, nondimeno, la narrazione e la gestione comunicativa che il Governatore ha scelto per rappresentare all’opinione pubblica questa vicenda.

Costretto da insistenti richieste di alcuni giornali, sia regionali che nazionali, ha tentato di anticipare la deflagrazione della vicenda con un videomessaggio sulla propria pagina social; luogo immateriale in cui i giornalisti non possono chiaramente rivolgere alcuna domanda, escludendo di fatto il confronto con gli addetti ai lavori.

Successivamente si è sottratto a un’intervista già da tempo concordata con un’emittente televisiva regionale, adducendo la motivazione che gli avvocati l’avrebbero sconsigliato di parlare. Il giorno dopo, però, con uno schiaffo professionale ed etico-politico alla stampa calabrese, si affida alla comfort zone di un salotto televisivo affine, su una rete nazionale che ha un chiaro indirizzo editoriale asseverabile, senza ombra di dubbio, alla sua stessa area politica; ospite quindi di un format che gli concede una morbida vetrina senza alcun contraddittorio.

Solo questo basterebbe ad evidenziare un nervosismo che non dovrebbe appartenere a un uomo delle istituzioni, che ha sempre dichiarato di nutrire fiducia nella magistratura; fintanto che, almeno, le indagini riguardavano altri esponenti politici.

Sono gravi le affermazioni della più alta carica istituzionale della Regione Calabria che definisce “stronzate” un avviso di garanzia; detto da un Presidente di Regione ciò risulta essere altamente lesivo del lavoro della magistratura.

Chi ha l’onore di guidare una Regione dovrebbe avere il buon gusto di difendersi nell’eventuale processo e non dal processo; sicuramente senza utilizzare la circostanza per attaccare la magistratura.

Su questo ci aspettiamo che il Governatore si confronti nelle sedi opportune, non nei salotti televisivi, ma in mezzo ai rappresentanti eletti del popolo calabrese; magari all’interno del Consiglio Regionale, che è l’assise deputata a discutere democraticamente delle vicende che riguardano non Roberto Occhiuto, come potenziale imputato, ma tutta la comunità calabrese».