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15/04/2026 ore 13.09
Politica

Onda Orange senza lista, Emo candidato con Avs: «Non abbiamo cambiato direzione»

Il movimento non riesce a chiudere una lista autonoma anche per il passo indietro di Canale, scelto per lasciare spazio ai giovani. Onda resta nel centrosinistra e sostiene Mimmo Battaglia con candidature singole

di Aldea Bellantonio

Onda Orange resta nel campo del centrosinistra, ma senza una lista autonoma. Il progetto nato attorno alla candidatura a sindaco di Massimo Canale non si traduce, almeno in questa tornata, in una presenza strutturata alle Comunali, ma prosegue attraverso singole candidature. Tra queste, quella di Danilo Emo, presidente dell’associazione, che ha ufficializzato la propria discesa in campo con Alleanza Verdi e Sinistra.
Una scelta che lo stesso Emo definisce «il passo più coerente» rispetto al percorso avviato nei mesi scorsi: «Non abbiamo chiuso la lista, ma non abbiamo cambiato direzione. È un progetto che continua con le stesse persone, le stesse idee, lo stesso programma».

Dietro l’assenza del simbolo Onda Orange sulla scheda elettorale non c’è una rottura politica, ma una difficoltà concreta nel completare la squadra. A pesare è stato soprattutto il mancato raggiungimento dei numeri necessari per chiudere una lista, in un contesto già reso complesso dalle scelte maturate all’interno del movimento.

Tra queste, quella di Massimo Canale di non candidarsi al Consiglio comunale. Una decisione rivendicata come coerente con l’impostazione originaria di Onda Orange, nata con l’obiettivo di dare spazio a volti nuovi e a una futura classe dirigente. Una scelta che, pur a fronte del consenso significativo raccolto alle primarie – che gli avrebbe verosimilmente garantito un seggio a Palazzo San Giorgio – ha inevitabilmente inciso sulla capacità di costruire una lista competitiva.
Nonostante ciò, l’associazione non si tira indietro rispetto all’impegno assunto con la coalizione. L’accordo siglato in occasione delle primarie prevedeva il sostegno al candidato vincitore, individuato in Mimmo Battaglia, e Onda Orange resta dentro quel percorso, seppur con una formula diversa da quella inizialmente ipotizzata.

È in questo quadro che si inserisce la candidatura di Emo, che nel suo annuncio pubblico rivendica un approccio distante dalle logiche tradizionali della politica: «In questa città, chiedere il voto è diventato un mestiere. C’è chi lo fa da trent’anni, chi ha imparato la formula, chi ti sorride sul manifesto e sparisce il giorno dopo. Io non so farlo e non ho intenzione di imparare».

Una presa di posizione che richiama il tratto identitario del movimento, costruito su volti nuovi e sull’idea di una partecipazione diretta: «Ho sempre pensato che chi non si riconosce nella politica che ha intorno abbia il dovere di entrarci, non di commentarla. Il cambiamento che invochiamo ogni giorno dobbiamo essere noi, altrimenti è solo rumore».

Onda Orange, dunque, non scompare ma cambia forma. Meno struttura elettorale, più presenza individuale. In attesa di capire se, oltre la competizione, quel progetto riuscirà a ritagliarsi uno spazio stabile dentro il centrosinistra cittadino.