Otto marzo, Bonforte: «Reggio diventi una città amica delle donne, con lavoro, diritti e servizi»
La segretaria cittadina del Pd: «Persistono differenze salariali, violenza di genere e una minore rappresentanza delle donne nella politica e nei luoghi decisionali»
«Ha ancora senso festeggiare l’8 marzo? Sì, ma dipende da come lo si interpreta». Così la segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria, Valeria Bonforte, interviene in occasione della Giornata internazionale della donna.
«La ricorrenza nasce all’inizio del Novecento nel contesto delle lotte per i diritti delle lavoratrici e per il suffragio femminile e nel 1977 è stata riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite come giornata dedicata alla riflessione sui diritti delle donne e sulle disuguaglianze di genere. Oggi viviamo in un’epoca in cui, in molti Paesi, diritti fondamentali come il lavoro, la salute e l’istruzione sono riconosciuti, mentre in altre parti del mondo le donne vivono ancora in condizioni di sottomissione e inferiorità».
Per Bonforte, l’8 marzo continua ad avere un significato profondo perché le disuguaglianze non sono ancora superate. «Persistono differenze salariali, violenza di genere e una minore rappresentanza delle donne nella politica e nei luoghi decisionali. Anche nei Paesi più sviluppati, spesso una donna è costretta a scegliere tra maternità e carriera oppure tra lavoro e responsabilità di cura verso figli, genitori anziani o familiari fragili. Ancora oggi molte donne rinunciano alla propria realizzazione personale perché non esistono servizi adeguati di sostegno alla famiglia».
La segretaria cittadina del Pd richiama anche alcune scelte recenti del governo nazionale. «Proprio pochi giorni fa la destra ha votato contro il disegno di legge proposto da Elly Schlein che prevedeva un congedo obbligatorio di cinque mesi, rimborsato al 100%, per madri e padri. Un provvedimento che avrebbe rappresentato un passo importante verso una reale condivisione delle responsabilità familiari».
Altro tema centrale resta quello della tutela contro la violenza di genere. «In Commissione Giustizia al Senato è stato modificato il testo sul reato di violenza sessuale sostituendo il riferimento al ‘consenso libero e attuale’ con la formula ‘contro la volontà della persona’. Una modifica rilevante, perché il concetto di consenso rappresenta uno strumento fondamentale per riconoscere e contrastare la violenza».
Per Bonforte, la sfida principale resta costruire condizioni concrete di conciliazione tra vita e lavoro. «Serve una vera politica di conciliazione famiglia-lavoro: congedi parentali efficaci, servizi per l’infanzia e per l’assistenza agli anziani, modelli organizzativi più flessibili e una cultura del lavoro capace di valorizzare davvero il ruolo delle donne».
L’8 marzo, dunque, deve essere soprattutto una giornata di consapevolezza. «È importante discuterne nelle scuole e con le nuove generazioni, raccontare le battaglie che hanno portato a conquiste fondamentali come il diritto di voto, il diritto allo studio, al divorzio, all’aborto e alla parità salariale, e ricordare che questi diritti non sono mai definitivamente acquisiti».
«Per questo - conclude Bonforte - l’8 marzo ha senso se resta una giornata di riflessione e di impegno, non se si riduce a una ricorrenza commerciale fatta solo di mimose e cene. Il nostro impegno deve essere quello di costruire città e comunità più giuste. Penso alla mia Reggio Calabria: sogno una città amica delle donne, sicura e accogliente, capace di garantire lavoro, servizi e condizioni di vita dignitose. È da qui che deve partire il percorso verso la vera parità».