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30/10/2026 ore 18.30
Politica

Palmi, continuano gli scontri tra maggioranza e minoranza dopo lo scorso Consiglio Comunale

Sei consiglieri contestano la gestione delle nomine e sollevano interrogativi sull’attività politica del primo cittadino

di Redazione

«Quanto accaduto a Palmi nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, tenutasi il 27.10.2026, ha davvero del grottesco».

Si apre così la nota dei consiglieri di minoranza del Comune di Palmi Francesco Cardone, Giuseppe Magazzù, Solidea Schipilliti, Denise Iacovo, Roberto Filippone, Gianluca Spampinato.

«I Consiglieri di minoranza hanno presentato diverse interpellanze ed interrogazioni, così sollecitando il Sindaco a fornire chiarimenti su questioni ritenute di particolare rilievo, considerando, anche, il silenzio della massima Autorità locale sugli stessi argomenti.

Una prima questione ha interessato la nomina dello Staff del Sindaco, non in merito a rilievi personali dei nominati, quanto alla circostanza che gli stessi avrebbero svolto tale funzione anche in epoca antecedente l’adozione del Decreto di nomina intervenuto il 13.10.2026, con decorrenza 16.10.2026.

Gli interrogandi, infatti, premesso di avere ricevuto numerosissime segnalazioni di Cittadini che precisavano di aver visto i tre designati, o addirittura di aver avuto incontri con costoro, presso Palazzo San Nicola nel periodo antecedente la nomina, hanno chiesto al Sindaco se ciò corrispondesse a vero ed a quale titolo gli stessi abbiano quotidianamente frequentato la sede del Municipio, partecipato a riunioni, incontrato persone, esaminato atti.

Peraltro, una delle tre persone designate è anche cognata del Sindaco, e su questo era stata sollevata una mera questione di “opportunità politica”.

Il Sindaco ha fornito, in prima battuta, una risposta oggettivamente elusiva, senza entrare nel merito della questione e, dopo, ha dichiarato circostanza non vera, allorquando ha attestato che i tre nominandi frequentarono la sede municipale “saltuariamente”; in realtà, per come poi affermato dal Consigliere Francesco Cardone, costituisce circostanza notoria in Città che gli stessi, nel periodo antecedente la nomina e, dunque, senza legittimazione alcuna, frequentarono il Comune quotidianamente, incontrando cittadini, partecipando a riunioni ed occupando stanze destinate agli Assessori.

In data odierna, ancora, è apparso su una testata online un articolo contenente un comunicato stampa del Sindaco che, ancora una volta, su tale questione, elude la domanda rivoltagli; il problema non è di “chi affianca il Sindaco”, ma di chi incontra Cittadini “per conto del Sindaco”, di chi “riceve” non insieme al Sindaco, ma in sua vece; ciò che ci si attendeva in Consiglio era, ed è, una risposta netta, così da poter assumere le conseguenti determinazioni; eppure le domande erano semplici; ma, in sintesi, i tre designati si sono mai qualificati come «componenti lo Staff» prima del 13.10.2026?

Solo una risposta “secca” potrà consentire alla minoranza di svolgere le conseguenti attività.

Ulteriore, ma connessa, questione è stata – da altri – sollevata relativamente alla incompatibilità di due Avvocati (tra cui sempre la cognata) che non potevano (questa la tesi prospettata) svolgere tale incarico (con contratto a tempo determinato) esercitando la libera professione; ovviamente si trattava di questione inerente il rapporto tra i legali e l’Ordine di appartenenza.

Quest’ultima questione si è, poi, risolta attraverso le dimissioni rassegnate dai due legali dallo Staff.

Con altra interrogazione, i Consiglieri di minoranza avevano chiesto al Sindaco – che, utile ricordarlo, prima della candidatura, rivestiva la funzione di Comandante della Stazione dei Carabinieri di Palmi – se corrispondesse al vero che già nel mese di dicembre 2025, quando ancora la candidatura non era ufficiale e lo stesso non si trovava in aspettativa «elettorale» né in pensione, incontrò più volte altro candidato (che, il 12.11.2025, aveva annunciato la sua candidatura a Sindaco) con il quale, nello stesso periodo, formalizzò un accordo politico/elettorale; si ricorda, ancora, che le normative vigenti nell’ambito «militare» vietavano tali attività se non previo posizionamento in pensione ovvero aspettativa «elettorale».

Rispetto a tale domanda, il Sindaco non ha fornito risposta alcuna, non smentendo, dunque, quanto sostenuto dalla minoranza e, quindi, implicitamente ammettendo di aver violato le disposizioni normative vigenti in ambito “militare”.

La gravità consiste non solo nella violazione delle richiamate normative ma, ancor di più, incide sul rapporto fiduciario tra elettori ed eletto, considerato che l’attuale Sindaco ha mentito consapevolmente quando negava di aver svolto attività politica in quel periodo.

Anche su questo, però, il Sindaco anziché rispondere in aula – sottraendosi al pubblico confronto –, ritiene opportuno rispondere su una testata online, precisando di aver incontrato diverse persone prima di ufficializzare la candidatura ma da “privato cittadino”.

Ma perché non smentisce chi afferma il contrario e precisa anche di essere in possesso di prove? È così difficile prendere posizione?

A che titolo un “privato cittadino” incontra un candidato a Sindaco e con lo stesso stringe accordi per le elezioni, addirittura parlando anche di liste?

Ma si può essere così “leggeri” o, peggio, si può pensare che i Cittadini Palmesi siano così “distratti”?

Insomma, la toppa è peggio del buco!!!!

Peraltro, si è registrato un clima di grande tensione, emergente da alcuni interventi in Consiglio Comunale da rappresentanti della maggioranza e, in specie, quello del Consigliere Scarfone che, rivolgendosi direttamente al Consigliere Spampinato, lo accusava di favoritismi «elettorali» durante il suo mandato.

In tutto questo, l’atteggiamento del Sindaco è apparso ingiustificatamente «omissivo»; non ha mai ritenuto di intervenire durante il dibattito – neanche quando la Consigliera Solidea Schipilliti ha esposto il contenuto della mozione di solidarietà verso gli autotrasportatori calabresi (poi approvata all’unanimità) –, se non a ciò costretto dalle interrogazioni allo stesso rivolte, offrendo risposte oggettivamente evasive e, in parte, contenenti circostanze non vere.

Insomma, rimangono ancora irrisolte le questioni connesse alla (legittima?) attività svolta dai soggetti designati quali componenti lo Staff nel periodo antecedente l’adozione del decreto, nonché gli accordi politici che si vogliono essere stati raggiunti dal candidato Calabria quando ancora svolgeva le funzioni di Comandante della Stazione dei Carabinieri di Palmi.

Il tema, dunque, riguarda la trasparenza del Sindaco nei rapporti con la Città; può consentirsi alla massima Autorità cittadina di esplicitare circostanze non vere dinanzi all’Assise comunale?

Può ammettersi che un Sindaco – questo ciò che viene riferito –, che era tra le più alte cariche locali espressione di legalità e sicurezza, violi le norme dell’ordinamento militare pur di acquisire consensi quando non poteva?

Non può sottacersi, infatti, la circostanza che Giovanni Calabria fosse appartenente all’Arma dei Carabinieri e, a prescindere dalla «legittimità» o meno degli incontri, avrebbe dovuto tenere una condotta «più attenta», proprio per non mettere in imbarazzo, cosa comunque avvenuta, l’intera Arma.

Su tali questioni la Città si interroga e la minoranza consiliare tiene alta l’attenzione, non potendo accettarsi che una realtà come Palmi debba subire tali cadute di stile».