PD Villa: «Commissione Territorio centrale per il futuro della città, ma ora si convoca una seduta non pubblica»
«Ormai sono tre anni che lo diciamo a tutti, anche agli amministratori villesi che abbiamo contribuito ad eleggere: la Commissione Territorio – organo del Consiglio – è essenziale per la Città, non solo in tema “Ponte” ma anche per tutte le Infrastrutture, per il “progetto” della Villa del futuro».
Lo scrive in una nota Enzo Musolino, segretario cittadino di Villa San Giovanni del Partito Democratico, insieme al Direttivo di Circolo composto da Lina Vilardi, Domenico Tedesco, Domenico De Marco ed Enzo Bulsei.
«Abbiamo chiesto a gran voce di sottrarre le sorti – non solo di Villa ma anche di Reggio e di Messina – dal rapporto esclusivo tra “Padroni del Vapore” e Sindaci, ponendo proprio la Commissione Territorio e, quindi, il Consiglio Comunale al centro. Ci siamo spinti anche, nelle ultime settimane, a chiedere massima pubblicità ai lavori di Commissione, ben oltre la semplice pubblicazione delle date delle sedute sull’albo pretorio, auspicando un invito diretto ai cittadini, ai corpi intermedi, ai Partiti, per partecipare agli incontri previsti, ad esempio, con il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia o con i Tecnici della Stretto di Messina Spa. Bene, in questo contesto in cui emerge chiara la necessità di massima trasparenza, collaborazione, apertura, cosa accade? Accade che in relazione a un Project Financing, ad una procedura quindi di affidamento di un contratto pubblico, nel contesto di una possibile procedura di evidenza pubblica, viene convocata a sorpresa una seduta di Commissione Territorio “non pubblica”. Un evidente eufemismo per non dire “segreta”. E perché? Cosa c’è di segreto in una concessione, in un appalto, in un contratto per la Città, nel sapere chi abbia aderito al bando del Comune, se i termini e le forme richieste siano state rispettate? È mai successo? E perché accade, oggi, a Villa?
Queste domande, ovviamente, le rivolgiamo al Presidente Pietro Idone e le articoliamo meglio. Secondo l’art. 38, comma 7, del Testo Unico Enti Locali:
“Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento […]”
e, proprio per questo, il nostro Regolamento Comunale per il Funzionamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari, all’art. 11, prevede:
“Le sedute delle Commissioni sono pubbliche. Ai lavori possono assistere i cittadini ed i rappresentanti degli organi di informazione. Il Presidente convoca la Commissione in seduta segreta esclusivamente per la trattazione di argomenti che comportano apprezzamento del comportamento e della moralità di persone o quando la pubblicità dell’adunanza possa arrecare grave nocumento agli interessi del Comune.“
Ora, quali di questi due motivi tassativi hanno giustificato i segreti sul Project Financing denominato “Villa cuore del Mediterraneo“? Di quali comportamenti e di quale moralità stiamo parlando? Quale grave nocumento agli interessi del Comune può derivare da una seduta pubblica sulle fasi di un contratto pubblico? La trasparenza, la pubblicità delle procedure, non serve proprio a sgombrare il campo da opacità, rischi corruttivi, discrezionalità impropria?
Noi conosciamo la buona fede del Presidente Idone, ma qui è in gioco qualcosa di diverso: si tratta della Res Publica, della Cosa Pubblica, della Casa Comune, e la vorremmo il più possibile permeabile al Diritto alla Conoscenza».