Platì, il sindaco Sarica: «Inaccettabile associare il voto alla criminalità»
Dura presa di posizione del primo cittadino dopo alcune ricostruzioni giornalistiche sul referendum: «Offesa alla dignità dei cittadini e al principio della libertà di voto».
Il sindaco di Platì, Giovanni Sarica, interviene con fermezza nel dibattito seguito all’esito del referendum sulla giustizia, respingendo con decisione alcune ricostruzioni giornalistiche che, a suo dire, assocerebbero «in modo improprio e offensivo» il voto espresso dai cittadini alla presenza della criminalità organizzata sul territorio.
Una lettura che il primo cittadino definisce «profondamente inaccettabile», perché rischia di delegittimare non solo il risultato referendario locale, ma soprattutto il valore democratico del voto. «È inaccettabile – afferma – che il voto libero e democratico espresso dai cittadini di Platì venga letto attraverso una lente distorta, che insinua un collegamento tra la scelta referendaria e la ’ndrangheta».
Sarica allarga il ragionamento al piano nazionale, ricordando come i cittadini, «così come quelli di San Luca e di ogni altro Comune italiano», abbiano esercitato un diritto costituzionalmente garantito, esprimendosi su una riforma promossa dal governo guidato da Giorgia Meloni. «Ridurre questo risultato a una presunta influenza criminale – prosegue – significa offendere migliaia di persone oneste che partecipano alla vita democratica con responsabilità e consapevolezza».
Nel passaggio centrale della nota, il sindaco rivendica il percorso intrapreso dalla comunità: «Platì è un paese che conosce le difficoltà del proprio passato, ma è anche una realtà che ogni giorno lavora per affermare legalità, trasparenza e fiducia nelle istituzioni». Un richiamo chiaro a non cristallizzare l’immagine del territorio in stereotipi legati a vicende pregresse, che «rappresentano un grave errore e un danno concreto al percorso di riscatto in atto».
Da qui l’appello agli organi di informazione, chiamati – secondo Sarica – a un maggiore senso di responsabilità: «L’informazione deve contribuire a raccontare la realtà nella sua complessità, non alimentare narrazioni che finiscono per colpire indiscriminatamente un’intera popolazione».
La chiusura è affidata a una rivendicazione identitaria che guarda al presente più che al passato: «Platì merita di essere giudicata per ciò che è oggi: una comunità viva, dignitosa e profondamente democratica».