Polistena, PCI: «Il sindaco ha tradito gli ideali comunisti»
La candidatura dell’attuale sindaco di Polistena alle elezioni regionali nella coalizione formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Renziani continua a sollevare polemiche e divisioni. Il primo cittadino, in passato espressione del Partito Comunista Italiano, viene accusato di avere «ammainato la bandiera rossa» e di aver tradito gli ideali che lo hanno portato in politica.
Secondo la Segreteria nazionale del PCI, che ha ufficializzato nei giorni scorsi l’uscita del sindaco dal partito, la scelta rappresenterebbe un «monumento al trasformismo politico», in aperta contraddizione con la storia comunista di Polistena e con la memoria di Girolamo Tripodi, figura a cui l’amministrazione locale deve gran parte della propria tradizione.
Il PCI ricorda che il sindaco non aveva reso pubblica la sua fuoriuscita, tenendola nascosta «per ragioni inconfessabili» e dimostrando «disprezzo verso l’elettorato e i doveri istituzionali». Per i comunisti, l’attuale primo cittadino avrebbe costruito il proprio percorso politico sfruttando il nome e l’eredità politica dei Tripodi, salvo poi «gettare tutto alle ortiche per la bramosia di una candidatura».
A Polistena, sottolineano dal PCI, «è stata cancellata una storia gloriosa di militanza e sacrifici» e oggi si assiste a un «voltafaccia che incarna il peggio della politica, allontanando i cittadini dalla partecipazione e alimentando l’astensionismo».
Nel mirino anche l’uso delle pagine social che riportano ancora la sigla «PCI Polistena», ritenuto «abusivo», poiché «il partito in città non esiste più da tempo».
La richiesta finale è netta: «Il sindaco dovrebbe presentare le dimissioni, poiché è stato eletto con una lista recante il simbolo del PCI, simbolo che ha calpestato. Continuare a governare senza legittimazione politica è un’offesa alla città e ai suoi elettori».
Un attacco frontale che arriva a poche settimane dalle Regionali e che segna un nuovo capitolo di scontro interno sulla linea politica a Polistena, città che – sostengono i comunisti – «non merita un sindaco trasformista, incoerente e voltagabbana».