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15/05/2026 ore 17.52
Politica

Pollifroni: «La viabilità è qualità della vita, nella V Circoscrizione non si può più aspettare»

Il candidato con la lista “Uniti per Reggio Centro con Azzarello Presidente” interviene sui problemi legati al traffico e ai collegamenti urbani: «Il disagio quotidiano non può diventare normalità».

di Redazione

La viabilità come tema centrale della qualità della vita urbana. È il messaggio lanciato da Filippo Pollifroni, candidato alla V Circoscrizione con la lista “Uniti per Reggio Centro con Azzarello Presidente”, che accende i riflettori sulle criticità legate al traffico e ai collegamenti cittadini.

«C’è un aspetto della città che non si racconta nei convegni o nei comunicati ufficiali – afferma Pollifroni – ed è quello che si vive ogni giorno dentro le strade». Un tema che, secondo il candidato, riguarda direttamente la quotidianità dei cittadini e che nella V Circoscrizione assume ormai carattere strutturale.

«La viabilità non è una parola tecnica – sottolinea – è tempo perso nel traffico, è un autobus che non passa, un’ambulanza rallentata, un genitore che arriva tardi al lavoro perché un incrocio è diventato un imbuto».

Per Pollifroni il problema non può più essere considerato episodico: «Quando un disagio diventa quotidiano smette di essere un disservizio e diventa un’abitudine. Ed è questo il punto più pericoloso».

Nel suo intervento il candidato evita toni polemici e punta sulla necessità di una nuova programmazione urbana. «Non si tratta di cercare colpe o slogan – evidenzia – ma di restituire dignità al movimento della città». Una città che, secondo Pollifroni, deve poter contare su «flussi pensati, segnaletica chiara, collegamenti efficienti e scelte non rinviate all’infinito».

La riflessione si allarga anche agli effetti economici e sociali dei problemi di mobilità: «La viabilità riguarda i commercianti che vedono diminuire il passaggio, gli studenti che arrivano tardi, chi lavora e chi ogni giorno prova semplicemente a organizzare la propria vita».

Da qui la richiesta di «uno sguardo nuovo, concreto e quotidiano», costruito partendo dall’esperienza diretta di chi vive il territorio. «Le soluzioni non nascono sulla carta – conclude – ma dall’ascolto di chi queste strade le percorre davvero, conoscendone criticità e difficoltà metro per metro».