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22/05/2026 ore 13.05
Politica

Ponte Calopinace, Nuccio Azzarà rompe gli indugi: depositato esposto in Procura

Il candidato alle comunali: «Non è spirito polemico, ma dovere civico»

di Redazione

La promessa di fare chiarezza è diventata un atto formale. Nuccio Azzarà, candidato alle prossime elezioni comunali, ha depositato oggi un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica per fare luce sul "caso infinito" del Ponte Calopinace. Un’opera di appena 32 metri che, dopo sette anni di rinvii e paralisi, è diventata per Azzarà il simbolo del fallimento amministrativo e del degrado burocratico della città.

L’esposto non si limita a denunciare i ritardi. Il documento punta il dito contro quella che viene definita una "perdita formidabile di chance" per l’intera comunità reggina.  Azzarà richiama con forza le parole del Procuratore della Repubblica Borrelli, che recentemente ha parlato di un «sistema corruttivo consolidato nel tempo» all’interno della macchina comunale. In questo contesto, il ponte non sarebbe solo un'opera incompiuta, ma il frutto di un meccanismo radicato che Azzarà chiede di smascherare fino in fondo, senza sconti per nessuno.

Il cuore della denuncia riguarda la gestione del personale e la vigilanza. Sotto la lente d'ingrandimento finisce la figura del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) dei lavori del ponte, già coinvolto in passate vicende giudiziarie per corruzione sin dal 2022 e recentemente arrestato. Azzarà pone interrogativi pesanti: «perché quel funzionario è rimasto al suo posto con incarichi di "Elevata Qualificazione"? Perché non è stata applicata la rotazione degli incarichi o avviata una procedura disciplinare?».

L'esposto chiede all'Autorità Giudiziaria di accertare non solo le colpe dei singoli tecnici, ma anche le responsabilità ai massimi livelli: dai dirigenti al Direttore Generale, fino alla responsabilità politica dell'amministrazione e del responsabile dell'anticorruzione. A far scattare la denuncia è stato anche il silenzio del Comune di fronte a due formali richieste di accesso agli atti presentate da Azzarà. Nonostante l'obbligo di trasparenza e la disponibilità dei documenti in formato digitale, l'amministrazione non ha mai risposto. Un "muro di gomma" che, secondo il candidato, assume oggi una connotazione inquietante alla luce delle indagini in corso. «Non è spirito polemico, ma dovere civico», ha dichiarato Azzarà a margine della presentazione dell'atto, «Reggio può rialzarsi solo se si cerca la verità senza paura e se chi ha sbagliato, a ogni livello, ne risponde davanti ai cittadini e alla legge».