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06/02/2026 ore 10.05
Politica

Salvini-Caminiti, botta e risposta sul nuovo decreto: «E' la quinta volta che sentiamo dire che è tutto pronto»

Il ministro delle Infrastrutture: «La Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti. Ora avanti con i rilievi e le interlocuzioni con l’Ue. I pareri arriveranno in pochi mesi»

di Redazione

L'iter del Ponte sullo Stretto "non" è azzerato, «semplicemente la Corte dei conti ha fatto alcuni rilievi e noi che siamo rispettosi abbiamo portato in cdm e porteremo avanti i rilievi e le interlocuzioni con la Commissione Ue, per poi procedere all'avvio dei cantieri che avremmo potuto aprire già l'anno scorso: questo era l'obiettivo, poi è intervenuta la Corte dei conti e quindi l'obiettivo non è più il 2025 che si è chiuso ma il 2026».

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini a 'Mattino 24' su Radio24. Al conduttore che gli chiede se si riuscirà a farlo entro l'anno, Salvini replica: «io sono pronto domani. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici e l'Authority dei trasporti dovranno dare il loro parere e conto che sia questione di mesi e non di più».

Il sindaco di Villa San Giovanni: «E’ la quinta volta che sentiamo dire che è tutto pronto»

«È una dichiarazione che non è nuova per il nostro Comune. È probabilmente la quarta o la quinta volta che sentiamo dire che è tutto pronto e che non ci sono più ostacoli. La verità è che dobbiamo leggere il decreto per comprendere come si è pensato di superare i rilievi posti dalla Corte dei Conti». Lo ha detto la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti commentando le parole del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini che dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo decreto Ponte, ha auspicato l'apertura dei cantieri in pochi mesi. «Atteso - ha aggiunto - che i due grossi limiti che avevamo visto, che avevamo sottoposto al giudizio del Tar e che avevamo rivisto nelle sentenze della Corte dei Conti, sono, il primo, quello del passaggio da project financing ad appalto pubblico, con la necessità, quindi di andare a nuova gara. E bisogna capire cosa vorrà fare il governo rispetto a questo. E riteniamo che l'altro passaggio obbligatorio, ormai, sia quello in Commissione Europea. Il governo adesso deve andare a Bruxelles, per confrontarsi sulla procedura del ponte e sulla tutela delle nostre aree protette». «Nel decreto di ieri - ha concluso Giusy Caminiti - non c'è più la nomina del Commissario straordinario e che tutto torna al Mit. Che vuol dire comunque non accelerare su un processo che è stato ben definito e ben 'palettato' dalla Corte dei Conti. Restiamo in una fase di attesa. C'è da leggere il decreto e soprattutto attendiamo di capire quali saranno i passaggi che il Mit, e quindi il governo, intende fare».