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09/08/2026 ore 16.53
Politica

Ponte sullo Stretto, Siracusano: «Ieri a Messina manifestanti contro la propria terra»

Il sottosegretario: «L'impegno del governo per il Sud è infatti senza precedenti»

di Redazione

«Ieri sera a Messina non si è tenuta una manifestazione contro il ponte ma contro la nostra terra, contro il benessere e contro il futuro dei nostri figli. Una minoranza molto rumorosa che si oppone a un'infrastruttura che porta sviluppo e lavoro, insieme a molte altre opere strategiche. L'impegno del governo per il Sud è infatti senza precedenti: sono in corso, o di prossimo avvio, interventi per circa 70 miliardi tra Sicilia e Calabria, destinati a costruire un sistema di trasporti sostenibile e a favorire il rilancio economico e sociale delle due regioni. Basta guardare ai dati di alcune di queste opere». Così Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata messinese di Forza Italia.

«Nei cantieri della nuova linea ferroviaria Messina-Catania, il 42% delle imprese è siciliano, il 90% degli occupati è siciliano o calabrese: nel lotto Fiumefreddo-Taormina/Letojanni, nel lotto Taormina-Giampilieri, nel tracciato ferroviario Palermo-Catania, nel lotto Bicocca-Catenanuova che è già stato ultimato. Complessivamente, queste tre opere stanno dando lavoro a più di 5.000 persone e stanno coinvolgendo quasi 2.000 imprese, di cui un terzo siciliane. In Sicilia sono state realizzate tre innovative fabbriche robotizzate per la realizzazione dei conci prefabbricati, da installare durante gli scavi meccanizzati delle gallerie. È inoltre attivo un centro di formazione tecnica per specializzare il personale assunto. Questo è ciò che sta avvenendo, o è già avvenuto, a pochi chilometri dalla nostra città. Del resto, sono oltre 40 mila i giovani che, in pochi mesi, hanno presentato domanda ufficiale a Eurolink per poter lavorare alla realizzazione del Ponte. Immaginiamo, allora, le ricadute socio-economiche che un'opera come il Ponte sullo Stretto e i suoi collegamenti stradali e ferroviari potrebbero generare nella nostra città, in un'area molto più circoscritta rispetto a quella interessata da tracciati ferroviari lunghi decine o centinaia di chilometri».