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09/05/2026 ore 18.30
Politica

Porto di Reggio, Andriani (PRI): «Due milioni per i varchi non bastano a creare turismo»

La segretaria provinciale del PRI critica l’annuncio sui fondi al porto: «Intervento tecnico utile, ma senza una visione strategica su servizi, collegamenti e offerta culturale non ci sarà alcun vero rilancio turistico»

di Redazione

«Due milioni per i varchi: la politica di destra annuncia, la città aspetta ancora una visione.

A Reggio Calabria bastano due milioni di euro per parlare di rilancio turistico del porto. È questo il messaggio che emerge dall’annuncio legato all’emendamento del deputato Cannizzaro, con cui vengono finanziati interventi su sicurezza e organizzazione degli spazi portuali.

Controlli agli accessi, telecamere, garitte, riorganizzazione interna: lavori che – secondo quanto comunicato – dovrebbero partire entro 45 giorni e preparare lo scalo a nuovi flussi turistici.

Ma è davvero questa la svolta? Un intervento tecnico, non strategico

Al netto degli annunci, la natura dell’intervento è chiara: si tratta di un adeguamento tecnico, necessario ma limitato.

Due milioni di euro sono una cifra compatibile con:

sistemi di videosorveglianza

infrastrutture di controllo

piccoli interventi logistici

Non con:

un rilancio strutturale del porto

un riposizionamento nel mercato crocieristico

una trasformazione turistica del territorio.

Quindi, è evidente: presentare come svolta strategica ciò che è ordinaria amministrazione infrastrutturale.

Sicurezza non significa turismo

Il nodo centrale è proprio questo. Rendere un porto più sicuro è condizione necessaria, ma non sufficiente, per attrarre turismo. Le compagnie crocieristiche e i flussi internazionali scelgono le destinazioni sulla base di fattori ben più complessi:

qualità dei servizi a terra

attrattività urbana

collegamenti efficienti

offerta culturale strutturata

In assenza di questi elementi, i varchi controllati e le telecamere restano una cornice senza contenuto.

Parlare già oggi di “nuovi flussi turistici” appare quindi, più che prematuro, narrativamente forzato». Così in una nota Gabriella Andriani Segr. Prov.le PRI.