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28/02/2026 ore 10.55
Politica

Porto di Saline, è scontro frontale tra sindaci. Foti replica a Verduci: «La posta in gioco è lo sviluppo dell’Area Grecanica»

Dalla riapertura dell’imboccatura alle difese costiere, la sindaca di Montebello rivendica la scelta di conferire la struttura all’Autorità dello Stretto replicando con una lettera al sindaco di Motta San Giovanni

di Redazione

Il porto di Saline riaccende il confronto politico lungo la costa jonica reggina. Dopo l’affondo del sindaco di Motta San Giovanni, Giovanni Verduci, che ha messo in guardia dai rischi legati alla riapertura dell’imboccatura senza adeguate difese costiere, arriva la replica del primo cittadino di Montebello Jonico, Maria Foti. Uno scontro che intreccia sviluppo, tutela ambientale e visioni opposte sul futuro dell’Area Grecanica.

La lettera

«Caro sindaco di Motta San Giovanni, permettimi di non essere d’accordo con quanto da te scritto nei giorni scorsi sul porto di Saline, nonché sulla tua funzione di campanaro che vuole svegliare tutti da sogni, a tuo dire, irrealizzabili.

Se oggi il porto di Saline è al centro del dibattito politico ed è oggetto di interventi volti alla sua fruizione, prima parziale per il diporto e poi totale per merci, deposito e stoccaggio, si deve esclusivamente alla volontà della mia Amministrazione di conferire la struttura, allora in stato di abbandono, all’Autorità di sistema dei porti dello Stretto.

Porto di Saline, Verduci avverte: «Riaprire l’imboccatura senza difese costiere significa esporre Lazzaro e l’intero litorale a nuovi rischi»

E non l’ho fatto mentre dormivo, ma avendo ben chiaro un percorso che, con l’ing. Mega cinque anni fa ed ora con l’avvento dell’avvocato Rizzo, ha portato agli investimenti iniziali annunciati per i prossimi mesi.

Questo percorso, che vede sei porti dello Stretto in sinergia tra di loro, ognuno con proprie specificità, dovrebbe essere da esempio per i nostri Comuni, troppo spesso chiusi su se stessi e sulle beghe di campanile.

Il porto di Saline, su cui punti il dito come causa di tutti i mali, è invece la sola risorsa economica di sviluppo per l’Area Grecanica.

Porta di comunicazione col mondo, nucleo di uno sviluppo economico possibile e reale che porti lavoro e con il lavoro la restanza, antidoto alla desertificazione in atto che anche come capofila della SNAI sto combattendo.

La posta in gioco è questa ed è con questa visione e con questo coraggio che si sceglie di investire per salvare questa infrastruttura.

Ho qualche dato più aggiornato dei convegni di inizio secolo che hai citato, sempre da fonti accademiche e fatti con modelli matematici che confermano ciò che avviene in tutti i porti del mondo: i porti si insabbiano e, grazie alla manutenzione, come qualsiasi infrastruttura, restano attivi e profittevoli senza causare danni.

Le scelte strategiche vanno fatte su ragioni concrete e piani di sviluppo.

Opporsi per le paure ingigantite dal ciclone del momento non è mai saggio né proficuo.

Il ciclone Harry ha causato danni sulla nostra costa fin oltre Siderno, ma ancor più su quella prospiciente sicula e non sarà mica colpa del porto di Saline.

Intanto sarà proprio la sabbia tolta per la riapertura a consentire, come già in passato, il ripascimento dei litorali che non hanno poi da oltre 50 anni un apporto naturale dalle fiumare.

Poi, con il deposito della restante parte in appositi siti ai lati del porto, le correnti continueranno l’apporto di materiale come avviene in altre parti del mondo.

Serviranno molte risorse, ma i porti sono tra gli investimenti più profittevoli, capaci di cambiare l’economia delle zone in cui si trovano, vedi Gioia Tauro.

Bisogna pensare in grande, faccio mie queste tue parole che usavi appena due anni fa per descrivere con entusiasmo sognante l’idea di un porto canale nella tua Lazzaro, sul quale hai pure fatto una delibera di giunta e non paventavi alcun pericolo per il litorale.

Io ai sogni preferisco realtà concrete e tangibili come il porto di Saline e lavorerò, come ho fatto finora, per costruire e non contro lo sviluppo sostenibile, per la tutela dell’ambiente – Saline ha la sola zona umida di tutta la Città metropolitana – per il turismo sia del mare che delle aree interne».