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29/09/2026 ore 12.45
Politica

Quartuccio e Delfino: «Mozione Castore ferma al palo da due mesi»

I consiglieri comunali: «Urge calendarizzazione in commissione. Il presidente si assume le sue responsabilità»

di Redazione

È stata acquisita al protocollo del Comune di Reggio Calabria con numero 195499 del 28 luglio 2026 la mozione presentata dai consiglieri comunali Filippo Quartuccio e Demetrio Delfino relativa all’assegnazione stabile delle squadre operative della società Castore alle Circoscrizioni. A distanza di oltre due mesi dalla sua presentazione, tuttavia, la mozione non risulta ancora calendarizzata nella competente Commissione consiliare.

«Non siamo più disposti a considerare questa situazione una semplice dimenticanza o una fisiologica lentezza amministrativa – dichiarano Quartuccio e Delfino –. Si tratta, a nostro avviso, di un mancato rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali». La proposta riguarda un tema concreto: rafforzare la presenza di Castore nei territori attraverso un modello organizzativo capace di garantire maggiore tempestività nella manutenzione, nel decoro urbano e nella gestione delle segnalazioni provenienti dai quartieri. La mozione prevede, inoltre, un raccordo costante tra squadre operative, Circoscrizioni e strutture comunali, nonché un sistema di programmazione e rendicontazione degli interventi.

«Una mozione può essere approvata o respinta, condivisa o contestata, migliorata o emendata. Ma deve essere discussa. Non può essere protocollata e poi lasciata per mesi in un limbo istituzionale. Questo significa svuotare, nei fatti, il diritto di iniziativa dei consiglieri comunali».

«A questo punto – proseguono i consiglieri – è necessario essere chiari: la responsabilità politica di quanto sta accadendo è del Presidente del Consiglio comunale Federico Milia. È suo preciso dovere garantire il corretto funzionamento dell’assemblea e delle sue articolazioni, assicurando pari dignità alle iniziative dei consiglieri, indipendentemente dalla loro collocazione politica». «Il Presidente del Consiglio deve essere il garante dell’istituzione, non il filtro politico attraverso il quale decidere quali proposte possono arrivare al confronto consiliare e quali possono rimanere ferme».

«Non chiediamo alcun privilegio e non pretendiamo che la nostra mozione venga approvata. Chiediamo il rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali. Se qualcuno ritiene che la proposta sia sbagliata, lo dica nelle sedi competenti e si apra il confronto. È esattamente per questo che esistono le Commissioni consiliari».


«Il Consiglio comunale – concludono Quartuccio e Delfino – non è un semplice passaggio burocratico dell’attività amministrativa. È il luogo della rappresentanza democratica della città. Le Commissioni sono strumenti fondamentali di approfondimento e confronto e non possono essere utilizzate, di fatto, come luoghi nei quali le proposte dei consiglieri vengono congelate».

«Chiediamo pertanto al Presidente del Consiglio comunale di trasmettere alla commissione consiliare competente, con immediatezza, la mozione acquisita al protocollo oltre due mesi fa, consentendone l’esame nella competente Commissione». «Diversamente, sarà inevitabile prendere atto che non siamo di fronte a una dimenticanza, ma a una precisa scelta politica. E di questa scelta, il Presidente del Consiglio, dovrà rendere pienamente conto ai consiglieri comunali e, soprattutto, alla città».