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05/08/2026 ore 12.47
Politica

Reggio, approvato all’unanimità il rendiconto 2025. Il sindaco Cannizzaro: «Ora tutti sulla stessa griglia di partenza»

Il Consiglio comunale approva senza voti contrari il consuntivo dell'ultimo anno della precedente amministrazione. Il primo cittadino blinda Emma Catalfamo dopo le polemiche sul caso Sogas e attacca: «Sulla riscossione avete fatto semplicemente zero»

di Silvio Cacciatore

Due ore di orologio per chiudere una stagione e aprirne un’altra. Il Consiglio Comunale di Reggio Calabria, riunito oggi a Palazzo San Giorgio, ha approvato il rendiconto della gestione per l’esercizio 2025 con un esito che ha quasi del clamoroso per la storia politica recente della città: l’unanimità. Non è considerato solo un voto tecnico per i consiglieri riuniti nell’assise dell’Aula Pietro Battaglia, ma un vero e proprio passaggio di consegne politico e contabile che vede la nuova amministrazione Cannizzaro "adottare" i numeri prodotti dalla compagine uscente, siglando un'inusuale tregua istituzionale sotto l’egida dei conti messi in sicurezza.

La "Lectio Magistralis" di Franco Consiglio: il tesoro e le catene

Il sipario si apre con quella che l'aula ha ribattezzato la "Lectio Magistralis" del Dirigente Franco Consiglio, il nocchiere delle finanze reggine. I numeri raccontano una verità a due facce. Da un lato c'è un risultato d’amministrazione lordo di 699 milioni di euro, dall'altro la realtà dei vincoli di legge che trasforma quel tesoro in una disponibilità negativa di -171 milioni. È il prezzo del risanamento: "avanzi incagliati", come li definisce il dirigente, che limitano la capacità di spesa reale a circa 18 milioni l'anno.

La notizia che fa respirare Palazzo San Giorgio è che il disavanzo derivante dal vecchio piano di riequilibrio è ufficialmente ripianato. Quello che resta è il "peso" del Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL) e il riaccertamento straordinario dei residui da spalmare in trent'anni. Ma i segnali di salute ci sono: il Comune non ricorre ad anticipazioni di tesoreria da cinque anni, risparmiando fior di interessi, e vanta una cassa di 112,8 milioni di euro al 31 dicembre 2025. A rimpinguare i forzieri contribuiscono anche le alienazioni: 1,2 milioni già incassati per l'ex scuola Mazzini e altri 9 milioni previsti dalla vendita del Miramare, ormai in dirittura d'arrivo. Infine, il dato sull'efficienza: i pagamenti ai fornitori viaggiano con una media di soli 3,11 giorni di ritardo.

Il dibattito: tra "macchine d'epoca" e l'ombra degli 800 milioni

Il dibattito si è acceso su come interpretare questa eredità. Per l’opposizione, nonchè maggioranza uscente, rappresentata da Mimmo Battaglia e Giuseppe Marino, il rendiconto è il trofeo di una lunga risalita. Marino usa una metafora che resta impressa: «Consegniamo alla nuova giunta una bella macchina d'epoca con il pieno di benzina e le ruote gonfie». Un riferimento alla "macchina amministrativa" capace di impegnare 166 milioni di spesa corrente, di cui 25 destinati alle politiche sociali. Anche Versace rivendica i meriti, ricordando i 140 milioni del Governo Conte e i 135 milioni del Governo Draghi che hanno puntellato i conti.

Dall'altra parte del campo, la maggioranza di Cannizzaro non ci sta a passare per semplice "erede beneficiaria". La consigliera Curatola e il presidente della Commissione Bilancio, Nicola Falduto, hanno acceso i fari sulle criticità: 834 milioni di euro di residui attivi, crediti che il Comune vanta ma che fatica a riscuotere, con un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità che "inghiotte" 550 milioni. Falduto è netto: serve ricostruire il rapporto di fiducia coi cittadini dopo «12 anni di immobilismo». Parisi rincara la dose, rigettando l'alibi del risanamento per giustificare la perdita di fondi regionali e PNRR.

Non sono mancate le scintille politiche: il consigliere Catalano ha sollevato il caso della condanna contabile per la vicenda Sogas che lambisce un membro dell'attuale giunta, richiamando la coerenza del "garantismo" rispetto ai tempi del processo Miramare. Una stoccata che però non ha scalfito il clima di generale convergenza sul documento contabile, culminato nell'annuncio di voto favorevole anche da parte di Reggio Futura con Daniele Romeo.

Il sigillo di Cannizzaro: «Stiamo governando un disastro»

A chiudere il cerchio è stato il sindaco Francesco Cannizzaro, con un intervento che ha mescolato pragmatismo e affondi politici. Il primo atto è un'investitura tecnica: la promessa di riconferma di Franco Consiglio alla guida del settore finanze, con tanto di proposta ironica (ma non troppo) di «promuoverlo Ministro delle Finanze al posto di Giorgetti» per il lavoro svolto.

Tuttavia, Cannizzaro non fa sconti sul passato: «Sulla riscossione avete fatto semplicemente zero». Il sindaco ha spiegato plasticamente che dei 113 milioni di cassa, il 90% è vincolato, lasciando solo 16 milioni di manovra reale. «Stiamo governando un disastro», ha chiosato, pur ringraziando l'opposizione per l'approccio costruttivo. Sulla polemica legata alla condanna sul bilancio Sogas sollevata da Catalano, Cannizzaro ha blindato l'assessore Emma Catalfamo, coinvolta nella vicenda, ribadendo un garantismo «senza se e senza ma».

Il messaggio finale è una sfida: con il voto unanime di oggi, maggioranza e opposizione si ritrovano sulla stessa "griglia di partenza". Non ci sono più alibi legati ai conti del passato; da domani la responsabilità della corsa è tutta nelle mani della nuova amministrazione, su un terreno contabile che, per una volta, non è più un campo di battaglia, ma una base condivisa. L'immediata esecutività del rendiconto segna l'inizio ufficiale, anche sull’aspetto economico finanziario, dell’era Cannizzaro.