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18/03/2026 ore 12.46
Politica

Reggio Calabria, il messaggio di Pazzano dopo le dimissioni: «Servire è restituire»

Il consigliere uscente affida ai social il suo saluto alla città: «Ho cercato di dare voce agli ultimi»

di Redazione

Dopo aver formalizzato le dimissioni da consigliere comunale, Saverio Sciao Pazzano affida ai propri canali social un lungo messaggio di saluto e riflessione, tracciando un bilancio del percorso politico e umano vissuto in questi anni a Palazzo San Giorgio.

Parole che assumono il tono di un congedo, ma anche di una restituzione alla città. «Ho avuto il privilegio di svolgere un servizio per la mia città, per il mio territorio, per il mio popolo», scrive, sottolineando come l’esperienza istituzionale rappresenti per lui un impegno che «ripaga ampiamente di ogni difficoltà incontrata».

Nel messaggio, Pazzano rivendica con chiarezza la direzione del proprio operato, sempre orientato al bene collettivo e in particolare alle fasce più fragili. «Ho orientato ogni mia azione al bene collettivo, a partire dagli ultimi che sono i miei prossimi», afferma, ricordando il lavoro portato avanti con il gruppo “La Strada” per «ascoltare e fare parlare la città».

Un passaggio centrale è quello dedicato al rapporto con la comunità, che resta il fulcro del suo impegno: «Voglio dire grazie alla comunità che mi ha chiesto di rappresentarla e che mi ha onorato e mi onora della sua fiducia». Un ringraziamento esteso anche ai colleghi consiglieri, ai dipendenti e agli operatori comunali.

Non manca una riflessione più ampia sul senso dell’azione politica. Pazzano richiama i principi della Costituzione e ribadisce l’urgenza di «eliminare le barriere economiche e sociali che limitano libertà e uguaglianza», indicando nella città il luogo in cui si manifestano le contraddizioni ma anche le possibilità di cambiamento.

Nel ripercorrere il proprio impegno, sottolinea inoltre la prospettiva «ecologista e femminista» che ha guidato l’azione del gruppo La Strada, ribadendo una visione costruita «dal basso», come pratica quotidiana di resistenza e trasformazione.

Infine, uno sguardo al futuro, con la certezza che il gruppo continuerà il proprio percorso anche dopo il suo passo indietro: «Sono certo che sarà degnamente rappresentato da chi subentrerà al mio posto».

A chiudere il messaggio, una formula che unisce istituzione e dimensione personale: «Grazie, e arrivederci. E, permettetemi l’informalità, auguro a tutte e tutti buona Strada».

Un saluto affidato ai social che restituisce il senso di un’esperienza politica vissuta come servizio, tra identità, visione e rapporto diretto con la città.