Reggio Calabria, il tour di Forza Italia per il «Sì» alla riforma della giustizia si chiude nella sala Monteleone
A Reggio Calabria l’ultima tappa del tour regionale promosso da Forza Italia Calabria in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. Cannizzaro: «Una riforma per una giustizia più equa ed efficace». Interventi di Costa, Sisto e Mulè
Si è concluso a Reggio Calabria il tour regionale promosso da Forza Italia Calabria a sostegno del «Sì» alla riforma della giustizia in vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo. L’ultima tappa si è svolta nella sala «Federica Monteleone» del Consiglio regionale, gremita di amministratori, sindaci, parlamentari, rappresentanti del mondo forense e cittadini.
L’iniziativa, organizzata dalla segreteria regionale del partito, ha attraversato la Calabria nell’arco di 48 ore con una serie di incontri pubblici finalizzati ad illustrare contenuti e obiettivi della riforma. Il tour è partito venerdì da Catanzaro, nel Palazzo della Provincia, per poi proseguire a Crotone all’Hotel Lido degli Scogli. Sabato le tappe a Cosenza, nello storico Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia, e a Lamezia Terme nel Chiostro San Domenico, prima della conclusione a Reggio Calabria.
L’iniziativa è stata promossa in raccordo con il presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto e con i segretari provinciali dei diversi territori coinvolti: Marco Polimeni per Catanzaro, Sergio Ferrari per Crotone, Gianluca Gallo per Cosenza ed Emanuele Ionà per Lamezia Terme.
A spiegare il senso del tour è stato il vice capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati e segretario regionale del partito Francesco Cannizzaro, promotore dell’iniziativa. «Abbiamo voluto fortemente questo tour – ha affermato – per spiegare nei territori le ragioni del Sì insieme a chi questa riforma ha contribuito a realizzarla. La riforma della giustizia è da sempre un punto centrale del programma del centrodestra e la stragrande maggioranza degli italiani, votando la coalizione, ha votato quel programma. Non stiamo politicizzando nulla: stiamo mantenendo un impegno assunto durante la campagna elettorale».
Secondo Cannizzaro, si tratta di una riforma necessaria soprattutto per territori come la Calabria. «È una riforma che renderà la giustizia più equa ed efficace e che, alle nostre latitudini, serve ancor di più per tutelare cittadini, sindaci, amministratori e imprese. Sono convinto che in Calabria ci sia una grande voglia di riforma della giustizia che troverà riscontro nelle urne».
Tra i relatori dell’incontro anche Enrico Costa, già ministro e oggi deputato e membro della Commissione Giustizia della Camera, che ha illustrato i contenuti della riforma. «Garantisce equilibrio e parità tra accusa e difesa davanti a un giudice terzo e imparziale – ha spiegato – e assicura che le scelte di carriera nei tribunali e nelle procure avvengano per merito e non per appartenenza alle correnti. Inoltre stabilisce che anche i magistrati, come tutti i cittadini, rispondano degli errori commessi».
Costa ha affrontato anche il tema dei tempi della giustizia. «La riforma non allungherà i processi, ma li accorcerà. Le oltre 226 mila assoluzioni in primo grado registrate nell’ultimo biennio dimostrano che molte indagini potrebbero fermarsi prima del processo se fossero svolte sotto il controllo di un giudice forte, libero e terzo. Ci sarebbero meno processi inutili e quelli realmente necessari procederebbero più rapidamente».
Le conclusioni degli incontri del tour sono state affidate al viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e al vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, responsabile di Forza Italia per la campagna referendaria a sostegno del «Sì».
Collegato da remoto, il viceministro Sisto ha sottolineato il principio alla base della riforma. «Il referendum introduce un principio di buonsenso: garantire ai cittadini un giudice davvero terzo e imparziale, distinto da chi accusa e da chi difende. Nessuno accetterebbe un arbitro della stessa città di una delle due squadre in campo. Vogliamo rendere il processo più equilibrato e trasparente, tutelando il cittadino quando entra in un’aula di tribunale e allo stesso tempo i magistrati che vogliono esercitare il loro ruolo con piena indipendenza».
Sulla stessa linea anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. «Bisogna uscire dalle gabbie ideologiche e spezzare le catene del pregiudizio. La Calabria sta dimostrando grande maturità nel confronto su questo referendum. Gli incontri di questi giorni sono stati un momento di dialogo con migliaia di calabresi sulle ragioni di una riforma che migliora la giustizia senza toccare i principi della Costituzione».