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04/07/2026 ore 17.17
Politica

Reggio, La Strada: «Più alberi e meno cemento in città per il benessere di ognuno»

«Troppo spesso, anche nei nuovi parchi cittadini, la cementificazione è stata la grande protagonista, con interventi che riflettono una visione del verde urbano ormai superata»

di redazione

Al centro della proposta politica del movimento La Strada c’è sempre stato il rapporto tra ambiente, territorio e salute pubblica, tre facce della stessa medaglia in quanto strettamente collegati e concorrenti alla definizione della qualità della vita del cittadino. L’attenzione a questi tre aspetti di straordinaria attualità, che stanno nel codice genetico del movimento, non può che stimolare una riflessione profonda sull’ondata di caldo che da settimane sta investendo le principali città europee e che sta dimostrando tutta la fragilità dei sistemi urbani prima ancora che dei contesti rurali nel fronteggiare quella che, più che un’emergenza climatica, sta diventando la norma, specie nei periodi estivi.

«Ciò è ancora più preoccupante – si legge in una nota del movimento politico reggino – se si pensa che, a causa dei cambiamenti climatici, le temperature medie probabilmente continueranno a salire di anno in anno e gli interventi per mitigarne gli effetti mostreranno la loro efficacia solo tra molti anni. Quindi intervenire è quanto mai urgente. Proviamo pertanto ad aprire una riflessione sull’esigenza di ripensare la nostra città, attraverso l’adozione di strumenti efficaci e programmi condivisi, nell’ottica di ridurre l’impatto del calore negli ambienti cittadini pubblici e privati».

«Il primo fattore di criticità dell’aumento di calore in ambito urbano è il riverbero generato dalla cementificazione e dall’asfalto che cancellando i suoli naturali, più inclini all’assorbimento e alla mitigazione, favoriscono l’innalzamento delle temperature».

«Nonostante un'incessante diminuzione della popolazione residente, con una popolazione passata da 176.299 unità del 2019 alle 167.925 del 2026, con una decrescita demografica di quasi diecimila abitanti in appena 7 anni, l’urbanizzazione delle aree agricole continua ad aumentare incessantemente, con conseguente formazione di isole di calore urbane e aumento delle temperature. In questi ultimi anni abbiamo seguito con preoccupazione e criticato in più occasioni l’incessante abbattimento del patrimonio arboreo cittadino, sostituito con piantine che solo tra molti anni potranno dare gli effetti desiderati. In molti casi si è verificata la sostituzione di alberi imponenti con arbusti dal modesto effetto mitigatore delle temperature. Troppo spesso, anche nei nuovi parchi cittadini, la cementificazione è stata la grande protagonista, con interventi che riflettono una visione del verde urbano ormai superata, nella quale i pochi alberi collocati in aiuole ristrette non possono certo compensare il calore assorbito e successivamente rilasciato dal cemento e dalle superfici in materiale plastico antitrauma, di cui si fa largo uso».

«A pagarne il prezzo, talvolta in modo drammatico, sono soprattutto i soggetti più vulnerabili – anziani, neonati e bambini, donne in gravidanza e persone con ridotta mobilità o allettate – nonché le fasce sociali a basso reddito, che dispongono di minori risorse per affrontare le ondate di calore. Gli effetti delle alte temperature sulla salute sono ben noti: dalla disidratazione e dai cali di pressione fino ai veri e propri colpi di calore, che possono causare danni irreversibili agli organi vitali».