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23/03/2026 ore 12.24
Politica

Reggio, Postorino (FI): «Città “esclusiva” con Peba mai realizzato e Smart City incompiuta»

Le riflessioni della responsabile dipartimento Urbanistica e Pianificazione della Città delò coordinamento cittadino di Forza Italia

di Redazione

«Proviamo davvero a metterci in gioco. Usciamo di casa e guardiamo Reggio Calabria da un’altra prospettiva, quella di chi ogni giorno deve fare i conti con ostacoli che per molti restano invisibili. Sediamoci su una carrozzina, prendiamo un deambulatore, un paio di stampelle, anche solo un bastone. Spingiamo un passeggino e attraversiamo la città». È quanto dichiara Antonella Postorino, responsabile del dipartimento Urbanistica e Pianificazione della Città Coordinamento Grande Città di Reggio Calabria di Forza Italia.

«È in quel momento che l’immagine di una Città “Esclusiva” cambia significato e perde ogni valore positivo, trasformandosi in una realtà che, ancora oggi, lascia indietro troppe persone.

Basta poco per accorgersi che ogni gesto diventa complicato. Attraversare una strada non è più un’azione automatica ma un rischio calcolato. Un gradino imprevisto si trasforma in un ostacolo invalicabile, una rampa troppo ripida scoraggia e spesso non rispetta i criteri tecnici previsti dal D.M. 236 del 1989. Un marciapiede scivoloso sotto la pioggia diventa pericoloso, in contrasto con i requisiti di sicurezza imposti dalla normativa. Una fermata senza riparo, una porta troppo stretta, un semaforo privo di segnale sonoro. Tutto costringe a fermarsi, valutare, faticare, persino a rinunciare.

Muoversi non è più libertà, ma un percorso ad ostacoli, nonostante il D.P.R. 503 del 1996 stabilisca chiaramente che gli spazi pubblici devono essere accessibili a tutti, nessuno escluso.

Solo vivendo anche per pochi minuti questa condizione si comprende davvero cosa significhi abitare in una città priva dei criteri minimi di inclusività. Una città in cui l’autonomia non è garantita e dove la quotidianità può trasformarsi in isolamento, in contrasto con i principi sanciti dalla Legge 104 del 1992 che tutela il diritto all’inclusione sociale delle persone con disabilità temporanee e anche permanenti.

Quando si parla di “Città per tutti” si intende un ambiente urbano che non lascia indietro nessuno. Il D.M. 236 del 1989 definisce in modo preciso i criteri di progettazione per garantire accessibilità, adattabilità e visitabilità degli edifici. L’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) lo dimostra con centinaia di esperienze fatte in tutta Italia, dove una progettazione attenta ha saputo superare barriere fisiche e sociali.

Il sogno di una città accessibile e davvero fruibile, pensata per ogni abitante, a Reggio Calabria appare ancora lontano. Non si tratta di un dettaglio trascurabile, ma di un limite concreto che riguarda tutti, perché prima o poi ciascuno può trovarsi in una condizione di fragilità, soprattutto in una città che sta invecchiando. È proprio per questo che la Legge 41 del 1986 ha introdotto l’obbligo per i Comuni di dotarsi del “Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche” (PEBA), mentre il D.P.R. n. 132 del 2013 ha ribadito come la mancata redazione dello stesso rappresenti un’omissione formale in materia di accessibilità.

Eppure, a Reggio Calabria, questo passaggio fondamentale non è mai stato compiuto. Il PEBA non è mai stato approvato né attuato e, senza una mappatura delle criticità e una programmazione strutturata degli interventi, si impedisce anche l’applicazione di un principio essenziale come quello della Progettazione Universale, che integra l’accessibilità fin dalla fase di concezione degli spazi e non come intervento successivo, rendendo possibile la costruzione di ambienti realmente pensati per tutti.

Accanto a questo vuoto si aggiunge quello di una Smart City che esiste più come idea che come realtà. Strumenti capaci di migliorare concretamente la vita urbana, dalle applicazioni per segnalare criticità ai sensori per monitorare traffico e flussi, fino ai sistemi intelligenti per l’illuminazione e l’accesso ai servizi, restano in gran parte assenti. Eppure, il quadro normativo e programmatico è chiaro e coerente, dalla “European Accessibility Act”, Direttiva europea 2019 del 882, alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, fino all’Agenda 2030 con i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, tutti convergono nella stessa direzione e indicano la necessità di garantire accessibilità anche ai servizi digitali e alle tecnologie, riconoscendola come parte integrante del diritto alla partecipazione e dell’inclusione sociale.

Leggi e Strumenti, dunque, non lasciano spazio a dubbi. Esistono leggi nazionali ed europee che tracciano una strada precisa e obbligata. Quando queste norme non vengono applicate, non si tratta di una semplice mancanza tecnica, è una responsabilità chiara, che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini più fragili.

Per questo non basta più rimandare. Serve una scelta netta, un cambio di passo politico e amministrativo. Serve dare attuazione concreta agli strumenti, applicare pienamente il D.P.R. 503 del 1996, rispettare i criteri del D.M. 236 del 1989 e rendere effettivi i diritti sanciti dalla Legge 104 del 1992. Servono competenze, continuità e soprattutto la volontà di trasformare norme e progetti in interventi reali.

Reggio Calabria non può continuare a essere una Città “Esclusiva”. Deve diventare una città che accoglie, che protegge, che permette a tutti di muoversi, vivere e partecipare alla vita sociale e lavorativa senza ostacoli. Solo allora potrà dirsi compiuta la “Città per tutti”», ha concluso Antonella Postorino, responsabile del dipartimento Urbanistica e Pianificazione della Città Coordinamento Grande Città di Reggio Calabria di Forza Italia.