Reggio verso le comunali, Quartuccio: «Il centrosinistra riparta da Irene Calabrò»
L’ex candidato e militante in una lettera aperta: «Ribaltare i sondaggi che danno i nostri avversari vincere largamente»
di Daniele Quartuccio*
Cari esponenti del centrosinistra reggino,
da lavoratore emigrato – come tanti, purtroppo – ma visceralmente legato ed innamorato della mia terra e, soprattutto, come ex militante del centrosinistra reggino, assisto da lontano al solito balletto di nomi che si ripropone, sempre uguale, alla vigilia di una qualsiasi elezione. Nomi sempre uguali (e tutti spendibili) che, nell’incertezza dell’unitarietà o delle primarie, ci portano a un solo dato di fatto: ci siamo fatti trovare nuovamente impreparati e, adesso, ci concentriamo sui nomi e non su un programma da sottoporre ai reggini. Saremmo dovuti partire almeno da ottobre scorso sedendo attorno ad un tavolo tutti gli attori oggi coinvolti nel ragionamento primarie si/no, candidato unitario si/no. Ogni realtà politica, insieme a quelle associative, avrebbe dovuto scrivere un pezzo di programma secondo le proprie sensibilità e, successivamente, assemblarlo, tutti insieme, per proporre a Reggio la nostra idea per la città.
Vedete, una cosa che ci è sempre mancata è la capacità di far sognare il reggino ad occhi aperti; la capacità di dire al reggino come immaginiamo Reggio nel 2050…e oltre. Negli ultimi anni abbiamo preferito una comunicazione istituzionale a quella emozionale e ciò, se da un lato è sacrosanto, giusto e corretto, dall’altro ha impedito di parlare alla pancia del reggino per suscitare in lui delle emozioni.
Quello che serve è il coraggio di sognare ad occhi aperti: serve il coraggio di dire ai Reggini che Reggio Calabria decollerà dal punto di vista turistico grazie al completamento della mega Opera dell’Archistar Zaha Hadid che dedicheremo a Gianni Versace; che l’aeroporto dello Stretto, sarà rilanciato con nuove compagnie; che l’Università Mediterranea diventerà non solo il fulcro culturale della nostra città, ma diventerà un polo attrattivo per migliaia di giovani da tutta Italia ed Europa ai quali dovremo dire di venire a Reggio perché è bello vivere, perché si sta bene e ci sono anche tanti locali in cui divertirsi la sera; dovremo dire a questi studenti che dovranno essere la base del nostro futuro, che Reggio può rappresentare un trampolino di lancio per le loro carriere perché qui avranno l’opportunità di sperimentarsi: sia che si studi Architettura, sia che si studi Ingegneria, sia che si studi Giurisprudenza e così via. Reggio dovrà assumere un respiro internazionale con la creazione di un Pala Congressi di almeno 3000 posti e una Fiera sullo stile di quello di Parma, che non potrà di certo essere ospitata nell’angusto spazio di Pentimele (poi dipende dalla grandiosità dei sogni che abbiamo). Reggio sarà la città del turismo: crocieristico, sociale, eno-gastronomico, culturale, ecclesiale.
Adesso abbiamo un compito: ribaltare i sondaggi che danno i nostri avversari vincere largamente alle prossime comunali! Per farlo, è necessario utilizzare un nuovo e diverso storytelling, sia nei contenuti che nell’immagine. Bisogna che tutti i nomi che sono ad oggi presenti sul tavolo facciano un passo indietro e lascino spazio ad una donna: una giovane, in gamba, con esperienza all’interno delle istituzioni. Una donna che provenga dal sociale, che conosca le periferie cittadine. Una donna con le spalle larghe e il piglio giusto per poter tenere la barra dritta di una città che ha bisogno di essere parlata. Siamo in ritardo, bisogna bypassare le primarie e, già da domani, dire alla città che Irene Calabrò sarà la nostra candidata a sindaco!
Oggi avremmo dovuto organizzare una contro-manifestazione, magari annunciando la nostra candidata a sindaco: invece abbiamo assistito ai soliti slogan del cdx che in maniera molto “cringe” hanno scelto l’odierna ricorrenza per dire che loro si, sono innamorati di Reggio. Come se noi non lo fossimo.
Adesso tocca a noi: la partita non è chiusa nonostante le apparenze social e i sondaggi. Abbiamo il compito di riscrivere la storia della città mantenendo lo scranno più alto di Palazzo San Giorgio. Il profilo perfetto abbiamo in casa: la dott.ssa Calabrò è preparata, conosce la macchina amministrativa, ha gestito il bilancio della città quando c’erano da fare sacrifici e ci ha condotto fuori dall’indebitamento a cui, questo cdx che oggi dice di amare Reggio, ci aveva condotto. Non ci resta che fare quadrato attorno a lei e remare, tutti insieme, verso una sola direzione.
Reggio ha bisogno di sognare. Il reggino ha bisogno di essere parlato ( - cit.) e di sognare ad occhi aperti; bisogna suscitare in lui delle emozioni vive, accese, che lo coinvolgano sentimentalmente nell’immaginare un futuro in cui vivrà bene nella sua città. Un futuro in cui quelli come me non sono costretti ad andare al Nord per trovare fortuna, ma potranno rimanere a Reggio perché avremo un’economia sana, delle opportunità lavorative, dei sogni condivisi che dobbiamo iniziare adesso, in questo momento, a coltivare. E per far tutto ciò serve il garbo e la gentilezza, nonché la preparazione di una donna come Irene Calabrò.
*ex candidato e militante del centrosinistra reggino