Riace, Consiglio tra assenze e veleni: la maggioranza si spacca sulla surroga di Calabrese
Lucano e un consigliere lasciano l’aula per l’assenza del segretario comunale. Opposizione all’attacco: «La maggioranza non ha più i numeri per governare»
Un Consiglio comunale tesissimo, segnato da assenze pesanti, abbandoni dell'aula e un'opposizione all'attacco. È quanto andato in scena a Riace nella seduta del 14 agosto, convocata d'urgenza in seconda battuta dopo il fallimento della prima convocazione della sera precedente, andata deserta per la mancanza del numero legale e l'assenza dei vertici dell'esecutivo.
I lavori della seconda convocazione si sono aperti subito all'insegna del caos. Pochi minuti dopo l'avvio, il sindaco Mimmo Lucano e il consigliere Cosimo Meli hanno abbandonato l'aula. Prima di uscire, il primo cittadino ha motivato la decisione dichiarando a verbale: «Stasera il Consiglio non si può tenere in quanto il segretario comunale tramite PEC ha comunicato la propria assenza per motivi di salute». Nonostante la sortita del sindaco, la seduta è proseguita con appena cinque consiglieri presenti (il limite per la validità del numero legale in seconda convocazione) sotto la presidenza del vicesindaco Maria Spanò e con la consigliera Michela Franco chiamata a svolgere le funzioni di verbalizzante.
A surriscaldare gli animi è stata la discussione sul primo punto all'ordine del giorno, relativo alla surroga della consigliera dimissionaria Nicoletta Calabrese. Il consigliere di minoranza Francesco Salerno ha preso la parola per leggere una dichiarazione formale depositata agli atti e sottoscritta insieme ai colleghi Antonio Trifoli e Salvatore Certomà.
«La nostra posizione è innanzitutto di natura politica e non è rivolta in alcun modo alla persona del consigliere chiamato a subentrare, nei cui confronti non abbiamo nulla di personale né di specifico», ha rimarcato Salerno in aula. «L'avvocato Nicoletta Calabrese ha rassegnato le proprie dimissioni circa un mese fa. Oggi, con notevole ritardo, ci troviamo a discutere la sua surroga, peraltro in seconda convocazione, dopo che il Consiglio comunale riunitosi nella serata di ieri non ha evidenziato l'esistenza di una maggioranza politica in grado di garantire pienamente il governo dell'Assise».
L'affondo dell'opposizione ha puntato dritto alla tenuta della giunta: «A nostro avviso, questo dato non può essere ignorato né considerato un semplice fatto numerico. La situazione che si è determinata dimostra, ancora una volta, che questa maggioranza non dispone più dei numeri e delle condizioni politiche necessarie per amministrare con la necessaria stabilità».
La votazione sulla proposta si è conclusa con 4 voti favorevoli e un astenuto, determinando il rinvio della surroga al successivo Consiglio comunale. Tra rinvii generali, compreso quello sulla TARI 2026 votato all'unanimità, e il solo passaggio risicato sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, la seduta si è chiusa lasciando sul campo una maggioranza in evidente affanno e un quadro politico sempre più frammentato.