Riace, crisi politica per Lucano: bilancio comunale nel mirino
Si dimette la consigliera Nicoletta Calabrese: «Condizioni non più sostenibili». E Michela Franco vota con la minoranza
Neanche il tempo di archiviare la decisione della Corte d’Appello che ha sospeso la decadenza del sindaco Mimmo Lucano, che l’amministrazione comunale si trova a fare i conti con una vera e propria crisi interna. Il clima in municipio è diventato incandescente nel giro di pochi giorni, segnando quella che appare come una frattura insanabile all'interno della compagine di governo.
Il primo colpo di scena è arrivato il 16 luglio, con la consegna ufficiale delle dimissioni di Nicoletta Calabrese. In una lettera protocollata al Comune la consigliera ha parlato di una scelta «irrevocabile», maturata dopo una «attenta e approfondita riflessione». Le parole della Calabrese non lasciano spazio a interpretazioni: la consigliera denuncia esplicitamente che sono «venute meno le condizioni politiche e istituzionali» che le permettevano di esercitare il mandato. Un addio amaro, motivato dall'impossibilità di proseguire il lavoro con quella «serenità ed efficacia» che i cittadini meriterebbero, segnando un solco profondo con l'attuale gestione amministrativa.
Ma se le dimissioni della Calabrese hanno scosso i corridoi del Comune, il consiglio comunale sul rendiconto di gestione 2025 ha finito per infiammare il dibattito politico. L'atto è arrivato in aula non per iniziativa spontanea, ma solo a seguito di una diffida notificata dal Prefetto di Reggio Calabria. In questo scenario già teso, si è registrato lo strappo di Michela Franco. L'ex presidente del consiglio, che aveva già rassegnato le dimissioni dalla carica apicale, ha scelto di votare compattamente con i consiglieri di minoranza Salerno, Certomà e Trifoli contro l'approvazione del documento contabile.
La dichiarazione di voto contrario depositata agli atti è un elenco di criticità che mette a nudo una gestione finanziaria definita «poco veritiera» dall'opposizione e dalla Franco. Tra i punti contestati, spicca il mancato rispetto dei termini per il deposito dei documenti e una sottostima del Fondo rischi per i contenziosi. Ma il dato che più sta facendo discutere riguarda i debiti fuori bilancio che non sarebbero stati riconosciuti. Viene citato, a titolo d'esempio, il caso emblematico di un debito verso un operatore di servizi postali di Reggio Calabria per un importo complessivo di 15.245,10 euro, riferito a fatture emesse tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 che risulterebbero non pagate e non presenti nella documentazione contabile ufficiale.
«Una posizione debitoria già nota agli uffici e agli amministratori, ma rimasta priva di riscontro», denunciano i consiglieri, pronti ora a portare le carte davanti alla Corte dei Conti. Per l'amministrazione Lucano, quella che doveva essere la settimana del rilancio politico rischia di trasformarsi nell'inizio di una lunga e difficile stagione di sopravvivenza istituzionale.
Guardando al futuro dell'amministrazione comunale, Lucano annuncia l'intenzione di convocare un'assemblea pubblica con i cittadini. «Questa legislatura ormai è un po' compromessa per via di qualche divisione nella maggioranza. Possiamo anche andare a votare e ripartire» ha affermato.
«Di quale assemblea pubblica ha bisogno per decidere di dar fine a questa sua amministrazione? – si chiede il consigliere di minoranza Antonio Trifoli - alle ultime elezioni le due liste di opposizione hanno abbondantemente superato il numero dei suoi voti. Il presidente del Consiglio si è dimesso ed ha votato contro il rendiconto. la consigliera Calabrese si è dimessa e con il vicesindaco sono ai ferri corti. basta con questo supplizio. Riace ha bisogno di una amministrazione che torni finalmente ad occuparsi dei veri problemi della nostra comunità».