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30/08/2026 ore 18.00
Politica

Riace e il gemellaggio con il campo palestinese respinto in aula, Trifoli: «La Giunta non può bypassare il Consiglio»

Il consigliere di minoranza attacca Lucano: «Non ha più la maggioranza. Il suo progetto è fallito»

di Ilario Balì
(c)Fabio Itri

Non si placano le polemiche a Riace dopo la concitata seduta consiliare dello scorso 24 agosto. Al centro dello scontro, la proposta di gemellaggio tra il piccolo centro calabrese e il campo profughi palestinese di Dheisheh, in Cisgiordania, bocciata dall'assise cittadina con 5 voti contrari. A riaccendere il dibattito è il capogruppo di "Riace verso il futuro", Antonio Trifoli, che con una nota ufficiale ha usato parole durissime contro il sindaco Mimmo Lucano e contro la scelta di far approvare l'atto in via sostitutiva dalla Giunta.

A far discutere è stato l'intervento durante la riunione dell'ex magistrato Luigi De Magistris, che avrebbe suggerito la possibilità di far passare il gemellaggio tramite una delibera dell'esecutivo comunale dopo la bocciatura in aula. Una strada considerata impraticabile e fuorilegge da Trifoli: «La Giunta non può approvare alcun gemellaggio. L'articolo 42 del Testo Unico degli Enti Locali assegna in via esclusiva al Consiglio le competenze in materia di indirizzo politico e relazioni internazionali. Non esistono poteri sostitutivi d'urgenza per atti di questa natura, è un principio che conosce persino uno studente delle superiori» sostiene.

La vicenda del gemellaggio diventa così la spia di una crisi politica ben più profonda. Secondo Trifoli, il primo cittadino non ha più i numeri per governare, complici i recenti addii nell'esecutivo e tra i banchi della maggioranza, come le dimissioni della vicesindaca Maria Caterina Spanò e della consigliera Nicoletta Calabrese. «Lucano prenda atto che non ha più la maggioranza e che il suo progetto è fallito. Sta usando il Comune per fare mera propaganda personale anziché occuparsi dei bisogni dei cittadini» incalza il capogruppo, lanciando poi una provocazione al fronte della sinistra: «Invece delle parate di chi porta la kefia e sfoggia il Rolex al polso, Lucano, De Magistris, Conte e Fratoianni devolvano parte dei loro lauti guadagni ai bambini palestinesi che hanno bisogno di beni di prima necessità».

Infine, una ferma condanna viene espressa per le aggressioni verbali subite in aula dai consiglieri che hanno votato contro la proposta. Trifoli si dice «sconcertato» nel vedere manifestanti, giunti a sostenere le donne palestinesi, insultare pesantemente le consigliere comunali che hanno scelto legittimamente di esercitare il proprio mandato dissentendo dalla linea del sindaco.