Rifiuti e raccolta differenziata, La Strada: «Le sanzioni non bastano senza un servizio efficiente»
Il Rapporto Rifiuti Urbani e Raccolta Differenziata 2025 pubblicato dall’Arpacal evidenzia nella scarsa intercettazione della frazione organica e nell’elevata quantità di indifferenziato due dei principali nodi su cui intervenire
«Torniamo sulla questione rifiuti e raccolta differenziata per provare a fare il punto della situazione e rilanciare una serie di proposte, rivolte in primis all’Amministrazione, e come spunto di riflessione per la cittadinanza. Il recente annuncio del Sindaco sul superamento delle trecento sanzioni dall’avvio dell’operazione «Piazza Pulita» fotografa un’azione di contrasto alle violazioni, ma non rappresenta l’indicatore reale sullo stato della gestione dei rifiuti in città. Non ci limitiamo a riprendere in questa sede le segnalazioni della cittadinanza relative a numerose zone della città (Campicello, Arangea, Pellaro) in cui la raccolta differenziata presenta criticità insostenibili con accumuli dovuti al protrarsi del mancato ritiro soprattutto per la frazione organico. Proviamo ad aggiungere un ragionamento complessivo sulle ragioni dell’inefficienza della raccolta differenziata nella nostra città.
Il parametro di riferimento per valutare l’efficacia delle politiche ambientali risiede nel Rapporto Rifiuti Urbani e Raccolta Differenziata 2025 pubblicato dall’Arpacal nel dicembre scorso e riferito ai dati del 2024. Per il Comune di Reggio Calabria, a fronte di una popolazione di 168.572 abitanti, vengono certificate 24.546 tonnellate di raccolta differenziata contro 42.375 tonnellate di indifferenziato inviato allo smaltimento, attestando la percentuale di differenziata al 36,68%. Si tratta di un arretramento netto rispetto al 40,27% registrato l’anno precedente, con una perdita di 3,59 punti percentuali in dodici mesi.
Questo calo appare ancora più evidente se confrontato con la tendenza regionale e con gli altri capoluoghi calabresi. Nel medesimo arco temporale, la Calabria ha incrementato la propria media di 1,76 punti arrivando al 58,05%, Vibo Valentia si è attestata al 70,38%, Catanzaro al 69,16%, Cosenza al 61,46% e Crotone ha registrato un recupero di 3,77 punti. Reggio Calabria è l’unico capoluogo calabrese a registrare, nello stesso periodo, una regressione così marcata.
L’analisi dell’Arpacal evidenzia nella scarsa intercettazione della frazione organica e nell’elevata quantità di indifferenziato due dei principali nodi su cui intervenire. I numeri ne quantificano l’impatto: nel 2024 Reggio Calabria ha raccolto 8.862 tonnellate di organico, pari a 52,6 chilogrammi per abitante, a fronte dei 126,3 chilogrammi di Catanzaro, dei 122,5 di Vibo Valentia e dei 109,9 di Cosenza. Considerando questi livelli di intercettazione, portare Reggio sui valori pro capite di Catanzaro significherebbe raccogliere circa 12.400 tonnellate in più di organico, sottraendole all’indifferenziato e contribuendo ad avvicinare la raccolta differenziata complessiva al 55%, a parità di rifiuti prodotti.
L’inefficienza nell’intercettazione dei flussi produce un impatto diretto sui costi sostenuti dai cittadini. Reggio Calabria destina allo smaltimento 251 chilogrammi di indifferenziato all’anno per ciascun residente, contro i 136 chilogrammi di Catanzaro e i 141 di Vibo Valentia. Poiché il conferimento in discarica rappresenta la voce di spesa più onerosa del piano economico finanziario, questa disparità contribuisce direttamente ad aumentare i costi di gestione e smaltimento che concorrono alla determinazione della TARI. Non si tratta di una maggiore produzione complessiva di scarti, dato che ogni reggino produce in media 397 chilogrammi di rifiuti all’anno (indifferenziato più differenziato), una cifra inferiore rispetto ai 441 chilogrammi di Catanzaro, ai 443 di Cosenza e ai 476 di Vibo Valentia. La differenza risiede interamente nella mancanza di un sistema di differenziata capace di separare adeguatamente i materiali all’origine. In altre parole, la differenziata a Reggio annaspa e si produce troppa indifferenziata.
La fattibilità di performance superiori è dimostrata dai dati della stessa provincia reggina, dove nello stesso anno comuni come Palmi e Siderno hanno superato l’80% e il 78% di differenziata, e oltre dieci centri della Città Metropolitana hanno oltrepassato la soglia del 68%. Il divario tra il capoluogo e altre realtà della Città Metropolitana dimostra comunque che, anche poco lontano da Reggio, sono possibili performance molto più elevate; ciò suggerisce che le modalità organizzative del servizio incidano in maniera decisiva.
Il successo di Palmi e Siderno è basato su una raccolta porta a porta funzionante con calendari stabili, controlli serrati sui conferimenti e mastelli dotati di microchip. Perché questo avvenga anche nel Comune di Reggio Calabria, La Strada propone di ripensare il servizio tramite un sistema “misto”: cassonetti intelligenti ad apertura tramite tessera magnetica associata all’utenza; ecostation mobili; isole ecologiche diffuse; misurazione della differenziata prodotta e premialità per chi produce meno indifferenziato. Ci auguriamo che il Comune voglia muoversi in questa direzione per invertire la rotta, dal momento che l’annunciato cambio di passo sui rifiuti non ha dato finora evidentemente i risultati sperati, al netto della necessità di attendere novità significative sulle modalità di raccolta, delle azioni dipulizia straordinaria e di sanzionerispetto alle mini-discariche abusive edell’indubbia attenzione riservata dal Sindaco al dossier rifiuti.
Le posizioni sostenute dal movimento La Strada sono coerenti nel tempo. La nostra proposta risale al giugno 2020 con il confronto pubblico insieme a Gabriele Folli, già assessore all’Ambiente del Comune di Parma, durante il quale fu delineato un modello fondato su isole ecologiche, eco-station H24, tariffazione puntuale, controlli sull’evasione e l’obiettivo dell’80% di differenziata. Dopo la richiesta formale di un Consiglio comunale dedicato ai rifiuti presentata da Saverio Pazzano nel dicembre 2020 e rimasta inevasa, e le denunce del 2021 sull’inefficienza del servizio pagato a costi elevati, il movimento è tornato nel febbraio 2026 sul tema della fiscalità locale e delle tariffe. Nello scorso aprile, tramite il report «RendiConto», La Strada ha documentato l’inapplicazione di oltre il 70% dei regolamenti approvati dal Comune, mentre nel programma per le ultime Comunali ha collocato al primo punto il progetto «Città pulita», con proposte sul porta a porta flessibile, compostaggio di quartiere, punti di riuso e completamento della filiera del riciclo.
Sul rapporto con il gestore, dopo le contestazioni per oltre 700 mila euro di penali e detrazioni formulate nel 2024 nei confronti di Ecologia Oggi e l’affidamento a un soggetto esterno delle attività di monitoraggio, riteniamo necessario fare chiarezza sullo stato degli eventuali contenziosi e sull’effettiva attività di controllo del servizio.Resta inoltre da chiarire quale sia oggi il quadro contrattuale che disciplina il servizio. La stessa Relazione di fine mandato del Comune parla di Ecologia Oggi come “attualmente operativa in regime transitorio”: chiediamo quindi all’Amministrazione di illustrare quali siano oggi le regole che disciplinano il rapporto e su quali basi vengano verificati gli standard del servizio ed eventualmente applicate le penali.
Analoghi chiarimenti sono necessari sulla videosorveglianza. Nel marzo 2025 la Giunta ha approvato, con delibera n. 52, il Documento di valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e, secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, l’approvazione della DPIA avrebbe consentito di procedere all’installazione di 30 fototrappole mobili fornite da Ecologia Oggi, utilizzabili nei punti cittadini maggiormente critici.A distanza di tempo, riteniamo quindi necessario conoscere quanti di quei dispositivi siano effettivamente operativi, dove siano stati impiegati, quali risultati abbiano prodotto e quale sia oggi lo stato della relativa disciplina sulla privacy.
Ma è importante ragionare soprattutto in prospettiva. In vista del nuovo piano di raccolta annunciato dalla Giunta, La Strada propone un confronto preventivo con commissioni, circoscrizioni, comitati di quartiere, organizzazioni sindacali e associazioni ambientaliste. A nostro avviso sarà inoltre necessario insistere su alcune questioni dirimenti, su cui formuliamo delle proposte in linea con quanto fatto in passato.
La prima riguarda l’introduzione della tariffazione puntuale con sconti reali sulla Tari per chi riduce l’indifferenziato, la creazione di ecostation H24,l’apertura di almeno quattro isole ecologiche con centri di riuso, la promozione del compostaggio condominiale e l’attuazione di misure strutturali contro l’evasione dei tributi locali.
A tal proposito, di recente è stato evidenziato un miglioramento della riscossione dei tributi, con segnali positivi anche sulla Tari. Resta tuttavia una situazione molto critica: alla fine del 2025 il Comune aveva ancora oltre 300 milioni di euro di entrate tributarie da riscuotere, costituite in larga parte da crediti legati a Tari e Imu. Questo dato conferma quanto affermiamo da tempo: il recupero dell’evasione rappresenta una questione centrale per le casse comunalisia per la capacità di garantire servizi adeguati alla cittadinanza sia per contribuire ad alleviare la pressione tributaria.
La seconda proposta riguarda l’introduzione di un modello di giustizia riparativa per le violazioni amministrative in materia ambientale, consentendo a chi ha ricevuto una sanzione di aderire volontariamente a giornate di cura e bonifica del territorio per accedere all’applicazione del minimo edittale, previa adozione dei necessari regolamenti comunali e in convenzione con il terzo settore.
Chiediamo infine l’adozione di un vincolo di destinazione per le somme incassate dalle sanzioni, affinché i proventi dei verbali vengano impiegati esclusivamente per finanziare ecostation, bonifiche e programmi di educazione ambientale nelle scuole, garantendo che le multe servano direttamente a migliorare i servizi alla cittadinanza».