Rosarno, stadio ancora limitato a 199 spettatori: la minoranza attacca l’amministrazione e si schiera con gli ultras
I capigruppo Michele Filippo Italiano e Cosma Ferrarini contestano i ritardi nell’apertura delle tribune del Giovanni Paolo II, denunciano promesse disattese e chiedono le dimissioni dell’amministrazione comunale
«Esprimiamo la nostra totale e incondizionata solidarietà al gruppo ultras "Teste Dure 1998" e a tutta la cittadinanza sportiva di Rosarno. Il duro comunicato diffuso in queste ore dalla tifoseria organizzata fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: l'immobilismo imbarazzante di questa amministrazione comunale di fronte alle sorti dello stadio "Giovanni Paolo II" e del calcio rosarnese».
Così, in una nota, i capigruppo consiliari di minoranza di Rosarno Michele Filippo Italiano e Cosma Ferrarini.
«Mantenere la capienza della struttura bloccata sulla ridicola cifra di 199 posti, a distanza di mesi da promesse e collaudi sbandierati, è una farsa che umilia la passione di un'intera comunità, penalizza la società calcistica e allontana i giovani dallo sport.
Facciamo nostre le parole di rabbia dei tifosi con le quali dichiarano a ragione che è inaccettabile che si trovino prontamente tempo, risorse e massima efficienza per passerelle elettorali, sagre e banchetti, mentre lo sport cittadino viene relegato all'ultimo posto dell'agenda politica. Lo sport a Rosarno non è un passatempo secondario, ma un presidio sociale e di aggregazione fondamentale.
In qualità di capigruppo di minoranza, ribadiamo il nostro impegno e ricordiamo che in commissione consiliare prima ed in consiglio comunale dopo avevamo indicato le soluzioni per pretendere risposte chiare, scadenze certe e l'immediato sblocco della capienza del campo sportivo ma la maggioranza non ha ritenuto utili da adottare le nostre proposte.
Ci hanno quasi deriso e si sono alterati dicendo mesi fa che avrebbero aperto molto prima dell’inizio del campionato le tribune.
La politica deve smetterla di nascondersi dietro il silenzio e la burocrazia. Lo stadio deve essere restituito alla sua gente.
La nostra città e gli sportivi di Rosarno meritano rispetto.
È sotto gli occhi di tutti il fallimento di questa amministrazione di questi burocrati della politica che non riescono perché non ne sono capaci di incidere sugli uffici pretendendo lavoro e rispetto.
Liberate il nostro paese con le dimissioni».