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30/07/2025 ore 19.01
Politica

Sanità, l'attacco dei Cinquestelle: «Pretendiamo chiarezza su corso di formazione del Gom trasformato in cena di pesce e karaoke»

Interrogazione parlamentare dei deputati Baldino, Orrico e Tucci: «La sicurezza sul lavoro non è un buffet»
di Redazione

«Mentre negli ospedali calabresi mancano medici, infermieri e si continua a morire in attesa dei soccorsi, al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria si celebrano corsi di formazione obbligatori con cene a base di pesce, musica dal vivo e karaoke». Una vicenda che, secondo il Movimento 5 Stelle, «se non chiarita adeguatamente rischia di gettare ulteriori ombre su una sanità, specie nel territorio dell’ASP di Reggio Calabria, già in affanno sia in termini operativi che di reputazione».

A denunciarlo sono i deputati M5S Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci, che hanno presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della Salute e dell’Economia per ottenere chiarimenti sulla regolarità dell’evento e sull’uso delle risorse pubbliche.

«Secondo le ricostruzioni apparse sulla stampa – spiegano Baldino, Orrico e Tucci – il corso di formazione obbligatorio per i dirigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, previsto dal D.lgs. 81/2008, si è concluso non in aula, ma in un ristorante, con musica dal vivo e karaoke, in netto contrasto con il tenore formale e solenne della nota di convocazione firmata dalla Commissaria».

«Contrariamente a quanto previsto nella convocazione, agli scriventi non risultano momenti formativi effettivi, né approfondimenti tecnico-normativi, ma una serata conviviale». Il tutto, proseguono, «mentre resta da chiarire chi abbia pagato il conto della cena e se ci siano state delibere di spesa, sponsorizzazioni o coperture da soggetti terzi».

«Non possiamo tacere – continuano i parlamentari – un contesto pubblico che da anni si trascina dietro opacità, sperperi e favoritismi». La sicurezza sul lavoro, aggiungono, «è una cosa seria, soprattutto in ospedale, dove la salute di chi opera e di chi viene curato è un bene primario».

«Abbiamo chiesto ai ministeri interessati che si faccia piena luce: chi ha pagato quella cena? Quegli attestati sono validi? E soprattutto: come si intende garantire che la formazione obbligatoria in materia di sicurezza sia reale, documentata e svolta nel rispetto della legge?».

«Se vogliamo una sanità credibile, serve estremo rigore, trasparenza e rispetto delle regole. Non è più tempo di silenzi e complicità: su questo episodio pretendiamo risposte chiare e provvedimenti immediati», concludono Baldino, Orrico e Tucci.