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12/06/2026 ore 20.56
Politica

Sanità territoriale in affanno, Falcomatà attacca la Regione: «Guardie mediche chiuse e comunità lasciate senza risposte»

Il consigliere regionale del Partito Democratico denuncia la carenza di personale e la sospensione dei servizi nei presìdi di prossimità, chiedendo interventi strutturali e una programmazione stabile per garantire il diritto alla salute

di Redazione

«Le ennesime chiusure delle guardie mediche di Orti, Cataforio e Gallico rappresentano soltanto l’ultimo, gravissimo segnale di una situazione ormai fuori controllo che coinvolge numerosi presìdi sanitari territoriali dell’intero territorio metropolitano di Reggio Calabria».

È quanto afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà, che torna a denunciare «una crisi sanitaria profonda, nota da anni, rispetto alla quale la Regione Calabria continua a rispondere in maniera tardiva, frammentaria e del tutto insufficiente».

«Il problema della carenza di medici – prosegue Falcomatà – non nasce oggi ed era ampiamente prevedibile. Da tempo si conoscono le difficoltà che investono la medicina territoriale, la continuità assistenziale e i presìdi di prossimità. Eppure, nonostante questo, si continua ad agire solo in emergenza, senza una programmazione seria e organica del fabbisogno di personale, senza un vero piano assunzionale e senza una strategia capace di garantire stabilità ai servizi sanitari sui territori».

«Il dato più allarmante – sottolinea l’esponente dem – è che a rischio non ci sono soltanto alcune singole postazioni, ma tantissime strutture sanitarie territoriali, comprese quelle collocate nei centri periferici e nelle aree più distanti dalle strutture sanitarie principali. In questi territori i presìdi sanitari di prossimità non sono un servizio accessorio, ma un punto di riferimento essenziale per le comunità, soprattutto quando raggiungere rapidamente le strutture ospedaliere diventa più difficile».

Falcomatà evidenzia inoltre «l’assoluta contraddizione che si consuma proprio in vista del periodo estivo, quando in molte località del territorio metropolitano, specie in quelle a maggiore vocazione turistica, aumentano presenze, accessi e richieste di assistenza sanitaria per effetto dell’arrivo di visitatori e turisti. Ed è paradossale che proprio in questa fase si continuino a registrare sospensioni e chiusure di servizi fondamentali, aggravando ulteriormente i disagi per residenti e utenti».

«Nonostante i pieni poteri esercitati in questi anni dal presidente-commissario Roberto Occhiuto – aggiunge Falcomatà – la Regione non è stata capace di costruire un modello di reclutamento stabile, credibile ed efficace. Si è preferito rincorrere l’emergenza con soluzioni tampone, avvisi straordinari e misure occasionali, mentre il sistema sanitario territoriale continua a impoverirsi fino al collasso. È il fallimento di una gestione che non ha saputo trasformare i poteri straordinari in risposte strutturali».

«Il prezzo di questa inerzia istituzionale – conclude Falcomatà – lo pagano ancora una volta i cittadini, in particolare i più fragili: anziani, bambini, persone con patologie, famiglie e soggetti vulnerabili che trovano proprio nelle guardie mediche e nei presìdi territoriali il primo riferimento per i bisogni urgenti di salute.

È inaccettabile e vergognoso che, ancora oggi, venga di fatto negato il diritto alla salute a intere comunità. Su questo non possono esserci alibi né ulteriori rinvii: la Regione intervenga subito con misure straordinarie ma soprattutto con una programmazione definitiva, seria e concreta».